Microscopi hi tech

CrestOptics verso nuovi mercati con la spinta del fondo Apposite

L’azienda romana

di Simona Rossitto

Renato Giacobbo Scavo. Amministratore delegato dell'azienda romana che realizza apparati ottici ed elettro-ottici ad altissima risoluzione per microscopi a fluorescenza

2' di lettura

Sbarcare in nuovi mercati, come Medio Oriente, Corea, Vietnam, India e Australia; puntare su acquisizioni, anche fuori dall'Italia; aumentare il fatturato a 20-25 milioni nei prossimi 4-5 anni, cifra che potrebbe all'incirca raddoppiare con la crescita per linee esterne. Sono tra i progetti, dopo il recente riassetto azionario, di CrestOptics, azienda romana che realizza apparati ottici ed elettro-ottici ad altissima risoluzione per microscopi a fluorescenza. A novembre scorso, il fondo di private equity anglosassone Apposite Capital ha comprato il 55% dell'azienda dai precedenti soci tra i quali il fondo italiano Xyence (che possiede ancora il 25%) e altri manager e fondatori ai quali è rimasta la restante quota di minoranza. Il cambio di proprietà non impatterà, tuttavia sul modello di business e sul management di CrestOptics.

«Con l'arrivo dei nuovi azionisti - spiega Renato Giacobbo Scavo, uno dei primi investitori e oggi amministratore delegato di CrestOptics – la novità riguarderà soprattutto la possibilità di realizzare maggiori acquisizioni di aziende che offrono tecnologie adiacenti alla nostra, anche fuori dall'Italia. Nel 2021 abbiamo registrato un fatturato di circa 10 milioni, ora il piano prevede di aumentare i ricavi nei prossimi 4-5 anni in base alla crescita organica a 20-25 milioni. Grazie alle acquisizioni questa cifra potrebbe raddoppiare a circa 50 milioni». Oggi CrestOptics, prosegue l'amministratore delegato, sviluppa una tecnologia che di fatto è esclusiva in Italia e ha come concorrenti un'azienda giapponese, Yokogawa, e un'americana, Andor. Nonostante la dimensione competitiva internazionale, sottolinea il manager, CrestOptics resterà legata, anche con i nuovi azionisti, al territorio romano: «peraltro la produzione per larga parte è realizzata nell'ambito dell'indotto romano delle aziende di meccanica ed elettronica nella cosiddetta Tiburtina Valley».

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Il gruppo, che conta oggi a Roma circa 60 persone, intende inoltre proseguire nella politica di assunzioni mirate. «Vogliamo assumere – annuncia il manager - nei prossimi 2-3 anni altre 20 persone circa, sempre basate a Roma». Tra le figure più ricercate ci sono ingegneri elettronici, meccanici, fisici con specializzazione nel mondo dell'ottica e sviluppatori di software, oltre ai periti elettronici. CrestOptics, chiarisce Scavo, «è un'azienda molto giovane, dove si fa davvero ricerca, i prodotti vengono pensati al nostro interno. Abbiamo gruppi di lavoro sempre attivi sui nuovi prodotti e ogni settimana ragioniamo su idee innovative, per poi passare alla fase di progettazione e infine alla vendita che spesso avviene fuori dall'Italia». L'azienda è già presente in tanti mercati fuori dall'Italia, come Usa, Giappone, Europa e, dall'anno scorso, in Cina. «Il piano – conclude l'ad – è di consolidare la posizione nei mercati asiatici dove siamo già presenti, come Giappone e Cina, puntare sui mercati emergenti come Sud America, India, Corea, Vietnam, ma anche su mercati più consolidati come Australia e Medio Oriente. Probabilmente, infine, apriremo anche una sede in Usa o in Canada a metà del prossimo anno».

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