politica di coesione

Cretu: «Al Sud non c’è crescita, nonostante i fondi Ue, perché non si fanno le riforme»

di Gi.Ch.


Cozzolino (Pd): «Chiederò di cancellare la macrocondizionalità»

1' di lettura

Corina Cretu, commissaria europea alle Politiche regionali, difende la clausola sulla condizionalità macroeconomica proposta nei nuovi regolamenti sui fondi Ue e bocciata la scorsa settimana dal l’assemblea plenaria dell’Europarlamento. «Sfortunatamente ero presente alla plenaria del Parlamento Ue che ha respinto la nostra proposta sulla condizionalità macroeconomica. Per noi era una proposta in difesa del bilancio europeo, - ha detto la commissaria - perché molti studi mostrano che dove non c'è un ambiente per le riforme non possiamo vedere risultati tangibili nella vita delle persone. Ad esempio nel Mezzogiorno, a fronte di miliardi di euro investiti dal '75, non vediamo davvero la crescita economica e la creazione di posti di lavori che ci attendiamo». La clausola della condizionalità macroeconomica lega l’ereogazione dei fondi strutturali al rispetto delle politiche di bilancio .

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«La nostra idea era d'inserire un elemento di giustizia, perché si tratta di proteggere i soldi dei contribuenti europei - ha aggiunto - per noi non ha senso continuare a spendere soldi pubblici europei se non sono applicate alcune politiche macroeconomiche. Questo porta semplicemente a una perdita di fondi, ed è di questo che si occupa la condizionalità macroeconomica secondo noi». Oggi alle 19 ci sarà il primo “trilogo” fra le istituzioni europee sul tema per cercare di arrivare a un accordo. «Io ci sarò per difendere la nostra proposta - ha detto Cretu - Il Parlamento Ue ha già preso la sua decisione, quindi il mediatore sarà il Consiglio Ue».

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