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Creval balza del 10% a Piazza Affari con Lovaglio a.d., scambi boom

di Paolo Paronetto


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Luigi Lovaglio

2' di lettura

Piazza Affari accoglie positivamente il ricambio al vertice del Credito Valtellinese: i titoli dell'istituto hanno chiuso in rialzo del 10,63% facendo segnare il nuovo massimo dal 14 gennaio a 0,0708 euro. Vorticosi gli scambi: sono passati di mano 218 milioni di azioni (pari al 3,1% del capitale) a fronte dei 26,5 milioni di media negli ultimi 30 giorni. Prima dell'apertura del mercato il Creval ha annunciato quello che appare come il completamento del processo di rinnovamento della governance avviato con l'assemblea dell'ottobre scorso, quando con la vittoria della lista presentata dalla Dgfd di Denis Dumont, i soci avevano eletto il nuovo cda presieduto da Luigi Lovaglio. Nella carica di a.d. era stato confermato Mauro Selvetti, ma ieri sera, poco più di quattro mesi più tardi, è arrivato il passo indietro: Selvetti, si legge in un comunicato, «ha dato la propria disponibilità a rimettere le cariche di amministratore delegato e direttore generale, nell’ambito di un accordo per la risoluzione consensuale economicamente incentivata del complessivo rapporto di collaborazione con la banca». Il tutto «su richiesta, espressa della banca, di discontinuità».

Akros: investitori scontenti. Equita: serve allineamento manager-azionisti
Il cda ha quindi nominato Lovaglio a.d. e direttore generale, mentre la carica di presidente va ad Alessandro Trotter, già vice presidente vicario. L'uscita di Selvetti, notano gli analisti di Equita Sim, «rappresenta una sorpresa, specialmente alla luce dell'annuncio, durante la presentazione dei risultati 2018, del nuovo piano industriale da presentare verso la fine del primo semestre 2019». Presentazione che il Creval conferma, dato che a Lovaglio viene espressamente affidata «la definizione del nuovo piano industriale triennale» 2019-2021, che «sarà presentato entro il primo semestre dell’anno». Il nuovo piano, sottolinea inoltre l'istituto, «punterà a un’accelerazione dell’attività tradizionale di banca commerciale del territorio». «Dato che le azioni quotano del 35% al di sotto del prezzo di sottoscrizione dell'aumento di capitale dello scorso anno, pensiamo che il cambio al timone sia stato sponsorizzato dagli investitori istituzionali scontenti dell'andamento del titolo», commentato gli analisti di Banca Akros. Selvetti, aggiungono, «ha realizzato il derisking promesso al mercato, ma il Creval ha chiuso il 2018 con quasi 100 milioni di perdite ante imposte e un rapporto cost/income ricorrente del 68,3%». Per questo Lovaglio «dovrà ristrutturare significativamente il modello di business per rilanciare la redditività». Equita, da parte sua, «ribadisce ancora una volta l'importanza di un pieno allineamento tra management e base azionaria, così come continuità tra i soggetti predisposti alla redazione del piano e coloro che dovranno provvedere alla sua esecuzione».

Fondo Altera primo socio con il 7% del capitale
Il cda di ieri ha infine definito i termini economici dell'uscita di Selvetti, a cui andranno circa 2 milioni: 1,7 milioni, comprensivi di preavviso, per la cessazione dell'incarico dirigenziale e le dimissioni da consigliere, e 300mila euro per l'impegno di non concorrenza della durata di sei mesi. Il board, infine, ha cooptato Maria Giovanna Calloni al posto di Selvetti. Tornando a Piazza Affari, il titolo Creval continua inoltre a essere sostenuto dalla notizia, emersa lunedì scorso, che il fondo Altera, basato alle isole Cayman, è diventato primo azionista della banca con oltre il 7% del capitale.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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