trimestrali bancarie

Mps, rosso da 244 milioni con rettifiche. Mediobanca utile 9 mesi a -12%


2' di lettura

Giornata del 7 maggio ricca di trimestrali per il comparto bancario. Il Monte dei Paschi chiude in perdita il primo trimeste dell'anno che risente di rettifiche prudenziali per l'emergenza Covid-19. La banca registra un risultato netto in 'rosso' per 244 milioni, risultato che include rettifiche non ordinarie per 193 milioni, sia su crediti performing che su npl, legate al nuovo contesto macroeconomico.

Il risultato operativo è di 181 milioni con una “buona tenuta”, secondo la banca, delle commissioni. Solida la posizione di liquidità dopo il rimborso nel trimestre di 8 miliardi di titoli con garanzia gacs. Sul risultato negativo pesano anche i 112 milioni per contributi a fondi di sistema e accantonamenti a fondi rischi e oneri. I ricavi calano del 9,3% a 729 milioni. I ratio patrimoniali si confermano oltre i requisiti richiesti con un Tier1 ratio del 13,6% (10,9% richiesta srep).

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Mediobanca ha chiuso i primi nove mesi dell'esercizio 2019-2020 con un utile netto di 552 milioni, in calo del 12% rispetto a un anno prima. Nel solo terzo trimestre l'utile è sceso del 51,8% a 85 milioni. Entrambe le cifre sono in linea con le stime del consensus tra gli analisti raccolto dalla banca, pari rispettivamente a 553 e 85 milioni. Tornando ai nove mesi, il margine di intermediazione si è attestato a 1,91 miliardi (+1,2%), con margine di interesse a 1,08 miliardi (+3,3%) e “commissioni e altri proventi netti” a 487,3 milioni (+5,6%). I costi di struttura sono aumentati del 4,5% a 891 milioni, per un rapporto cost/income salito al 46,7%. Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 è al 13,9%, al netto della quota di dividendo accantonato nel primo semestre. Per il prossimo anno l'istituto stima un Cet1 al 15% (pre distribuzione degli utili), «anche ipotizzando un raddoppio del costo del rischio a 100 punti base».

Mediobanca ha inoltre annunciato che sospende la politica dei dividendi e la aggiornerà a fine luglio, in occasione dell'approvazione del bilancio 2019-2020.

Creval ha riportato nel primo trimestre del 2020 un utile netto più che triplicato a 25,3 milioni (contro gli 8,4 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente). Il dato è superiore alle attese degli analisti di Equita che si attendevano un utile nel trimestre di 16 milioni. Anche un'altra primaria Sim milanese definisce i conti “di poco superiori alle attese” per quanto riguarda i ricavi dell'attività principale (sia per il margine di interesse, sia per quello commissionale). Anche costi operativi “sono stati migliori delle stime grazie ai minori costi amministrativi” mentre il costo del rischio “si presenta in linea con le attese a circa 82 punti base”.

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