Obiettivo

Crieri punta sulla distribuzione diretta e sulle nuove generazioni

di Marika Gervasio

2' di lettura

Crieri nasce nel 2005 a Valenza, storico distretto italiano celebre in tutto il mondo per l’importanza della sua tradizione di artigianalità e creatività orafa. Fin dalla sua fondazione si specializza nella produzione del bracciale tennis. Dopo una decennale esperienza “dietro le quinte”, ottenuta creando i gioielli tennis per i più importanti brand nazionali, l’azienda decide di presentarsi direttamente al pubblico con una collezione di gioielli a marchio proprio che sono distribuiti nelle gioiellerie italiane ed estero. Nel 2019 apre il primo showroom in via Monte Napoleone a Milano.

«Nel 2021 siamo riusciti a cogliere l’occasione della ripartenza proprio grazie alla nostra specializzazione, ai nostri brevetti industriali e di conseguenza alla capacità produttiva raggiungendo una crescita esponenziale - spiega il fondatore e ceo di Crieri, Alessandro Saracino -. La nostra previsione per la chiusura dell’anno 2021 è stimata intorno ai 13-14 milioni di euro. Ciò significa per l’azienda arrivare quasi a raddoppiare il fatturato rispetto all’anno 2020 mentre rispetto al 2019 ci attesteremo intorno al +50%».

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E aggiunge: «La previsione di questi dati è la risultanza da un lato delle potenzialità produttive e dall’altro dell’attivazione di importanti leve commerciali come il consolidamento del nuovo progetto Bogotà 1996, legato agli smeraldi colombiani, le numerose attività di comunicazione online e offline e infine lo sviluppo del nuovo marchio Poesia Gioielli-pensieri brillanti, un progetto che guarda alla nuova generazione di consumatori, la famosa generazione Z che diventa sempre più protagonista del mercato del lusso».

Quanto all’estero, sta diventando un fattore sempre più importante per l’azienda che in questi anni si è focalizzata sul mercato interno. «La quota dei mercati esteri attualmente è il 30% del fatturato - dice Saracino -. Tra il 2019 e il 2021 l’export ha iniziato ad assumere un valore rilevante. I mercati che riteniamo strategici e che ci hanno già dato i primi visibili risultati sono i Paesi dell’area balcanica, in primis la Romania».

E per il futuro? «Conclusa quella che, nel nostro percorso di crescita, abbiamo definito seconda fase, ovvero il posizionamento del marchio Crieri nelle migliori gioiellerie italiane ci accingiamo a iniziare un percorso di distribuzione diretta - racconta il ceo -. L’obiettivo è aprire cinque monomarca nelle vie del lusso italiane e cinque nelle capitali europee nel prossimo biennio. Il punto di partenza di questo nuovo percorso è l’inaugurazione dello shop all’interno del Brian & Barry Building di Milano».

Sul fronte della produzione «vogliamo intensificare i processi di ricerca e sviluppo al fine di ottimizzare sempre più le produttività, tutto ciò è inoltre strettamente legato al conseguimento di certificazioni importanti come l’Iso 9001 e la conclusione del percorso Rjc, certificazione di settore relativa al rispetto delle norme etiche e di sostenibilità aziendali» conclude l’imprenditore.

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