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Crif investe 11 milioni di euro nel nuovo polo hi-tech Boom alle porte di Bologna

Partnership con Fondazione Golinelli per sviluppare un ecosistema di innovazione 4.0

di Ilaria Vesentini

2' di lettura

Sarà un luogo di formazione, innovazione, imprenditorialità, aperto a scuole, università, imprese, professionisti, un crocevia di attori e saperi diversi con un obiettivo: spingere la diffusione di competenze tecnologiche e digitali per sostenere la crescita del territorio. Questo il Dna del progetto Boom, “knowledge e innovation hub” di Crif presentato ieri dalla multinazionale bolognese specializzata in sistemi di credit & business information (quasi 600 milioni di fatturato consolidato e più di 6mila collaboratori in 60 Paesi), un progetto che nel nome si rifà a “Bologna open mind” e nei fatti rappresenta un importante intervento di rilancio e recupero di un’area artigianale dismessa nella periferia del capoluogo.

Struttura sostenibile

A Osteria Grande, frazione di Castel San Pietro, sta infatti prendendo forma, sulle ceneri di un vecchio edificio abbandonato, una struttura sostenibile e modulare di cemento, vetro e giardini pensili di 3.200 metri quadrati. Qui Crif ha investito 11 milioni di euro e qui saranno ospitate le attività in presenza di Boom, che dovrebbero partire a inizio 2023, completati i cantieri, mentre già a maggio inizieranno le attività digitali-virtuali.

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La collaborazione con la Fondazione Golinelli

Partner delle attività formative e di accelerazione nella nuova casa della conoscenza è la Fondazione Golinelli (unico esempio in Italia di fondazione filantropica privata operativa, voluta dall’imprenditore farmaceutico Marino Golinelli, recentemente scomparso) con cui il gruppo Crif collabora già dallo scorso anno supportando a propria volta il programma I-Tech Innovation, che tra poche settimane si prepara a presentare la seconda edizione con 1,5 milioni di euro pronti ad attrarre e finanziare start-up “eversive” per alimentare un ecosistema di innovazione che mira ad avere ricadute su tutto il tessuto economico e sociale della via Emilia.«Da oltre 30 anni investiamo sull’innovazione e l'information technology con un orizzonte internazionale – sottolinea il fondatore a amministratore delegato di Crif, Carlo Gherardi – sperimentando la cross fertilization tra domini culturali e tecnologici diversi. Il progetto Boom è assolutamente coerente con questa nostra vocazione. Più ci sbilanciamo all’estero (e oggi più della metà dei nostri dipendenti lavora fuori dall’Italia) più abbiamo bisogno di avere radici solide e profonde qui nel territorio in cui siamo nati e che ci ha permesso di diventare uno dei primi operatori al mondo nei servizi integrati di credit & business information.

Le difficoltà nel trovare i profili e le competenze

Facciamo però molta fatica a trovare i profili e le competenze di cui abbiamo bisogno: un 30% delle posizione interne resta scoperto. E ogni anno noi assumiamo una media di 250 persone solo in Italia». Il progetto Boom annunciato da Crif di fatto allarga all'area metropolitana bolognese la strada già solcata dalla Fondazione Golinelli per creare un ambiente collaborativo di open innovation e per contribuire allo sviluppo di nuova imprenditoria: a Osteria Grande si alterneranno corsi su digitalizzazione, data analytics, finanza sostenibile per gli studenti (fin dalle elementari) e attività con taglio pratico e operativo per formare competenze allineate ai nuovi paradigmi 4.0.

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