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Cripto, cresce la voragine di Ftx. In fumo oltre 30 miliardi di dollari

Utenti furiosi nei confronti dell’ex ceo SBF: alcuni iniziano a domandarsi come mai sia ancora a piede libero e dove in realtà si trovi

di Vito Lops

Il buco. Ftx al centro della cripto-crisi

3' di lettura

Un milione di creditori. È questo il numero di clienti, tra istituzionali e retail, rimasto con il cerino acceso in mano nel crack di Ftx le cui proporzioni potrebbero essere superiori ai 30 miliardi di dollari. È quanto emerge dai nuovi documenti presentati in tribunale. Il dato è decisamente più eclatante rispetto alle prime cifre emerse la scorsa settimana, nella richiesta per poter ricorrere al Chapter 11, ovvero alla bancarotta assistita, quando la piattaforma di trading di criptovalute aveva comunicato di avere poco più di 100mila creditori. L’aggiornamento al rialzo del misfatto è in linea peraltro con le indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore in base alle quali solo in Italia ci sarebbero circa 100mila cripto-investitori traditi.

Dov’è Sam Bankman-Fried?

Intanto Sam Bankman-Fried (noto come SBF), il fondatore della piattaforma dimessosi dalla carica di ceo, continua a far parlare di sé. In un tweet nella notte ha scritto che a quanto gli risulta i depositi per gli utenti statunitensi erano coperti. Lo stesso poi ha concluso un altro lungo tweet scrivendo «è tutto quello che ricordo, ma la mia memoria potrebbe essere in parte difettosa». Incertezza nell’incertezza insomma e ancora tante critiche da parte degli utenti, alcuni dei quali iniziano a domandarsi come mai sia ancora a piede libero e dove in realtà si trovi (Bahamas, Argentina?).

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Secondo il Wall Street Journal lo stesso Sam starebbe ancora provando a raccogliere fondi per poter venire incontro alle esigenze degli utenti. Nell’ipotesi che ciò accada bisognerà comunque passare dalla procedura fallimentare avviata. Allo stesso tempo sono circolate delle foto risalenti a due settimane prima del crack di Sbfg negli Emirati Arabi. Potrebbe aver cercato anche quella porta per trovare liquidità al fine di colmare il buco creato dalla “società di famiglia” Alameda Research, da cui sarebbe partita la voragine finanziaria.

Il mercato al momento non vede un’impennata del rischio contagio, considerato che nelle ultime due settimane gli asset finanziari concorrenti hanno registrato un rimbalzo. Anche il valore di bitcoin si è riportato sopra i 17mila dollari. Ma non è il caso di cantare vittoria perché la tensione è talmente elevata che basterebbe il soffio di un’ulteriore notizia negativa per alimentare di nuovo la volatilità.

Il fantasma Mt.Gox

Gli utenti di Ftx temono che si replichi la storia di MtGox, l’exchange di crypto giapponese fallito nel 2014 per il quale non sono ancora stati rimborsati. Ci si sta muovendo anche in Italia. Il Siti, sindacato italiano per la tutela dell'investimento e del risparmio di Milano, a seguito della ricezione di numerose segnalazioni, ha avviato una propria iniziativa di tutela a favore dei clienti Ftx. Tale iniziativa si concentrerà sulla applicabilità, a determinate condizioni, della procedura prevista dall'Investor compensation fund di Ftx Eu, che prevede una copertura sino all'importo di 20mila euro a favore dei clienti non professionali, sulla insinuazione nella procedura di Chapter 11 avviata nel Delaware, ed infine sulla partecipazione ad eventuale class action, in relazione ai fondi sottratti alla piattaforma.

Informarsi e verificare le carte

«Però non è il caso di illudersi e di precipitarsi a firmare mandati. Sarebbe meglio usare questi giorni per informarsi con calma e verificare le carte e le reali possibilità di indennizzi e risarcimenti - commenta Giuseppe D’Orta, consulente finanziario esperto in crack e frodi finanziarie -. Non scappa nessun treno anche perché i crypto-asset, non essendo strumenti finanziari, purtroppo non sono coperti dal fondo di indennizzo mentre per i depositi in valuta fiat bisognerà verificare il percorso dei bonifici».

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