da circle ai fratelli winklevoss

Criptodollaro, nasce la valuta digitale legata alla moneta Usa

di Pierangelo Soldavini


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AP

3' di lettura

Chi si lamentava dell’eccessiva volatilità delle criptovalute, ora ha uno strumento affidabile: la criptovaluta agganciata alla parità uno a uno con il dollaro. Il che vuol dire che ogni unità della valuta basata sulla sua blockchain è garantita da un dollaro e che in qualsiasi momento può essere convertita in bigliettoni verdi.

A lanciare questo genere di strumento sono stati un paio di settimane fa i gemelli Winklevoss, Tyler e Cameron, i due fratelli diventati famosi per la causa intentata contro Mark Zuckerberg per la paternità dell’idea dietro a Facebook. Da tempo i due fratelli hanno scommesso sul criptomondo con la piattaforma di exchange Gemini: per due volte la Sec ha respinto la richiesta di un loro Etf su bitcoin, ma un paio di settimane fa le autorità finanziarie di New York hanno dato il via libera al loro Gemini dollar, una “stablecoin” agganciata alla parità con il dollaro.

Questa settimana è arrivato anche l’Usd Coin (Usdc), il nuovo strumento lanciato da Circle, fintech inglese attiva nei pagamenti via criptovalute: da oggi la nuova criptovaluta è scambiabile su Poloniex e Circle Trade, rispettivamente l’exchange e la piattaforma di trading di Circle, ma a breve sarà disponibile anche attraverso diverse altre piattaforme.

L’esperienza di Tether

Inutile andare alla ricerca della quotazione di questi strumenti perché il loro valore è quello del dollaro. A dir la verità una criptovaluta simile esiste già da tempo, il Tether, con una capitalizzazione di 2,8 miliardi di dollari garantita dall’emissione coperta da una pari riserva in dollari. Ma la valuta è finita sotto i riflettori qualche mese fa perché sospettata di essere utilizzata per manipolare il mercato del bitcoin mediante “emissioni” un po' troppo spregiudicate, senza le adeguate coperture.

Quelle annunciate ora hanno invece maggiori garanzie dal punto di vista regolamentare. Circle, che funziona da piattaforma di pagamento e di conversione di valute, cripto comprese, garantisce che i dollari versati per acquistare Usdc saranno tenuti come copertura dell’operazione inversa, possibile in qualsiasi momento: la “tokenizzazione” del dollaro è gratuita, mentre alla riconversione in dollari sarà applicata una commissione dello 0,1%.

Perché uno stablecoin?

Come spiegano Sean Nevile e Jeremy Allaire, i co-founder di Circle, «token con prezzi stabili sono requisiti necessari per abilitare prodotti, servizi e contratti finanziari innovativi sul internet». In questo senso, proseguono i due in un post sul blog della fintech, «un ambiente sicuro, trasparente e affidabile per permettere alle valute fiat di operare su blockchain aperte e nell’ambito di smart contract rappresenta una precondizione necessaria per il potenziale più ampio e rivoluzionario di un economia globale basate sulle cripto».

Per finanziare il progetto Usdc Circle ha raccolto a maggio 110 milioni di dollari nell’amitio di un round di finanziamenti che ha valorizzato la società in tre miliardi di dollari. Tra gli attuali azionisti figurano Idg Capital, uno dei più grandi venture capital cinesi, Breyer Capital e General Catalyst Partner, ma anche investitori strategici del calibro di Goldman Sachs e Baidu.

Ma a cosa serve una criptovaluta agganciata al dollaro? Per chi vuole giocare sulle criptovalute può essere utile indirettamente per puntare al ribasso di bitcoin o ether: senza dover uscire dal mondo cripto, si parcheggiano i fondi sullo stablecoin e si ricompra più tardi. Senz’altro, però, l’utilizzo più promettente è permettere di sfruttare i vantaggi dei due mondi: la maggior stabilità delle valute tradizionali fiat, quelle a corso legale, accoppiata con la disintermediazione e la trasparenza garantita dalle cripotvalute e dalla blockchain.

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