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Criptovalute, dai guadagni 2017 25 mld $ di imposte per il fisco Usa

di Pierangelo Soldavini

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Il lungo rialzo delle criptovalute nel corso del 2017 dovrebbe trasformarsi per il fisco americano in tasse dovute per 25 miliardi di dollari, una bolletta che finisce per pesare sulle quotazioni di bitcoin e delle altre valute virtuali. A fare i calcoli è Fundstrat Global Advisor, che in un report sottolinea come il conto fiscale possa trasformarsi in una massiccia corrente in uscita dalla criptovalute entro il 15 aprile, data di scadenza per la dichiarazione dei redditi.

«Crediamo che la pressione delle vendite sia stata amplificata dalle vendite legate all'imposta sul capital gain», commenta Thomas Lee cofondatore e capo della ricerca di Fundstrat. Lo scenario per le quotazioni potrebbe migliorare dopo la scadenza per la dichiarazione, eliminando qualche pressione sul fronte delle vendite. Attualmente il bitcoin è quotato al di sotto di quota 7.000 dollari, attrono a 6.870, in netta flessione rispetto al picco a ridosso di 20.000 dollari toccato a metà dicembre. Ma nel corso del 2017 il bitcoin ha visto lievitare le proprie quotazioni da 800 dollari fino al picco di quasi 20.000 dollari, guidando una rivalutazione di 590 miliardi di dollari della capitalizzazione delle criptovalute, secondo i calcoli del report.

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La stima dei 25 miliardi si basa sul calcolo di un capital gain pari a circa 170 miliardi di dollari, dal momento che Fundstrat stima che circa il 30% dei patrimoni in criptovalute facciano capo a cittadini americani.
Dal 2014 l'Irs, il Fisco americano, ha stabilito che le criptovalute sono tassabili in termini di capital gain essendo trattate alla stregua di properties. Al conto va aggiunta anche la quota di imposte in capo agli exchange che hanno messo a segno utili da favola nell'ultimo scorcio dell'anno scorso, il che si sarebbe tramutato in ulteriori vendite. Molte di queste piattaforme hanno utili netti superiori al miliardo di dollari e detengono il loro capitale principalmente in bitcoin ed ether. Per poter onorare il loro debito fiscale saranno quindi costrette a vendere le due criptovalute.

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