intervista

«Criptovalute nel mirino ma resistono gli spalloni»

Per il capo del nucleo speciale di Polizia valutaria della Gdf “il pagamento di beni materiali o di consulenze fittizie prestate da soggetti nazionali o esteri» è spesso “un modo per corrispondere a terzi il prezzo del reato”

di M.Mo. e G.Par.

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Gen. Giovanni Padula Comandante del Nucleo speciale di polizia valutaria della GdF (Imagoeconomica)

Per il capo del nucleo speciale di Polizia valutaria della Gdf “il pagamento di beni materiali o di consulenze fittizie prestate da soggetti nazionali o esteri» è spesso “un modo per corrispondere a terzi il prezzo del reato”


2' di lettura

«La Guardia di Finanza è pronta a valorizzare il bacino informativo disponibile anche mediante ricorso ai canali della cooperazione internazionale di polizia, alla ricerca di modelli investigativi sempre più efficienti. Per fare ciò occorre ragionare in termini di fenomeni (come utilizzo illecito di denaro contante, indici di sproporzione reddituale, frodi, usura, corruzione, traffico illecito di rifiuti) e di loro geo-localizzazione per circoscritti ambiti territoriali, realizzando analisi investigative avanzate in grado di raccogliere ed aggregare in modo puntuale i diversi elementi indiziari contenuti nelle segnalazioni». A portare la sua esperienza è il generale Giovanni Padula, a capo del nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di Finanza.

Così si può davvero togliere opacità ai flussi di denaro?

Salvo i casi di conservazione in cassette di sicurezza o di forme di occultamento più artigianale, all’interno di muri, la gran parte dei capitali viaggia con “spalloni” o, più di frequente e in modo più insidioso, con artifici contabili in grado di mistificare la realtà.

Ci fa qualche esempio?

La simulazione di operazioni commerciali assistite da fatture false a cui seguono corrispondenti flussi finanziari. In questi casi, la fattura rappresenta un’apparente giustificazione. Ma proprio tali anomale movimentazioni di denaro svelano la verità dei fatti.

Il riciclaggio può essere anche associato alla corruzione?

È il caso degli appalti “truccati” connessi a fenomeni corruttivi. Il sovrapprezzo di certe forniture contrattualmente registrate e dichiarate spesso nasconde la tangente. La differenza dei valori è il prezzo che si paga per ottenere alcuni affidamenti. Per creare la provvista necessaria per pagare la tangente occorrono riserve occulte. Per ottenere questo, le società ricorrono ad artifici contabili. Oltre alle fatture per operazioni inesistenti, si assiste, ad esempio, a improbabili finanziamenti infruttiferi o a irregolari valutazioni di alcune voci di bilancio. Il tutto registrato in bilanci la cui forma estetica tradisce la sostanza dei fatti.

Frodi fiscali e reati fallimentari restano sempre pericolosi?

Il pagamento di beni materiali o di consulenze fittizie prestate da soggetti nazionali o esteri è un modo per corrispondere a terzi il prezzo del reato. O per svuotare le casse di una società. O per veicolare e mettere al sicuro i proventi da illeciti commessi in Italia.

La riduzione del contante può ridurre anche il rischio riciclaggio?

In vista della progressiva riduzione del denaro contante in circolazione, dovrà aumentare il livello di attenzione verso le sempre più frequenti e rilevanti transazioni effettuate a mezzo di criptovalute, scambiate in forma sostanzialmente anonima su piattaforme digitali localizzate all’estero e conservate in portafogli virtuali protetti di difficile individuazione.

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