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i controlli

Criptovalute a rischio riciclaggio

di Andrea Gennai


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Imagoeconomica

2' di lettura

Il tema delle criptovalute è sempre di più all’attenzione delle autorità internazionali. Il motivo è semplice da comprendere: la nascita di divise parallele ai circuiti tradizionali, fuori dal controllo delle banche centrali, pone degli interrogativi seri in tema di stabilità finanziaria, tutela degli utenti e anche rischi sul riciclaggio. Nei giorni scorsi in Giappone si è tenuto il meeting dei ministri Finanziari e dei governatori delle banche centrali nell’ambito delle riunioni del G20. Il documento che è stato redatto al termine dell’incontro fa esplicito riferimento alle criptovalute sottolineando che a oggi questo fenomeno «non rappresenta una minaccia alla stabilità finanziaria internazionale» anche se le autorità restano «vigili ai rischi di riciclaggio, terrorismo e protezione degli investitori».

I punti cruciali

Tre punti chiave che si rifanno a casi concreti emersi nel recente passato. Gli scambi di criptovalute avvengono su piattaforme non regolamentate e si sono verificati numerosi casi di furti senza che gli utenti potessero tutelare i loro diritti. In tema i riciclaggio la non tracciabilità dei Bitcoin ha consentito spostamenti di asset sospetti finiti poi nel mirino delle autorità. Il canale di scambio consente infatti di bypassare gli intermediari finanziari autorizzati e in questo modo l’opacità sulle transazioni è pressoché totale.

Cosa è emerso dal G20

Dal G20 è emersa anche la necessità di armonizzare le normative tra i vari paesi. Un punto chiave. Visto che le criptovalute sono divise senza confini, spesso riescono a insinuarsi nelle diverse discipline legislative sfruttando le inefficienze. Da questo punto di vista i ministri delle Finanze hanno fatto un esplicito riferimento al lavoro che sta portando avanti la Financial action task force (Fatf), l’organismo intergovernativo che da tempo si è fatto carico di organizzare proposte di armonizzazione delle regole per le criptovalute. Il documento finale è pronto e dovrebbe essere presentato in questi giorni in modo da essere esaminato all’incontro generale del G-20 di Osaka in programma i prossimi 28 e 29 giugno. Le raccomandazioni sono particolarmente importanti perché  potrebbero finire nel documento finale del G-20 e quindi progressivamente essere recepite dagli Stati che vi aderiscono. La finalità di questa azione congiunta è quella di arrivare in un tempo ragionevole all’elaborazione di norme vincolanti per gli exchange (piattaforme) di criptovalute. In particolare, poi sarà importante capire se i principi anti-ricglaggio che sono vigenti sono sufficienti a contrastare il fenomeno a livello internazionale oppure se è necessario introdurre forme di implementazione per armonizzare al massimo il contrasto agli illeciti. Tra i destinatari di queste normative non ci saranno solo le piattaforme ma anche gli attori dell’industria finanziaria che utilizzano i Bitcoin e le altre criptovalute per i loro fondi, più o meno criptovalute.

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