IL RILANCIO DELLA EX LUCCHINI

Crisi Aferpi, operai e sindaco occupano il Comune

di Matteo Meneghello

2' di lettura

Sala consiliare del Comune di Piombino occupata fino al 19 aprile. È questa la singolare forma di protesta messa in pratica dai lavoratori e dalle rsu di Aferpi, la società controllata dall’algerina Cevital, che controlla gli impianti ex Lucchini di Piombino. Gli operai giovedì notte hanno dormito all’interno del Comune. «C’è molta preoccupazione - ha spiegato nei giorni scorsi David Romagnani, della Fiom -, da qui la decisione, insieme a Fim e Uilm, di recarsi in Comune e restarci in permanenza. Il sindaco ci ha accolto e ha solidarizzato con noi».

Il futuro dell’impianto siderurgico mette in ginocchio, spiegano i sindacati, non solo la città di Piombino ma un intero territorio, per le tante aziende dell’indotto legate alle acciaierie. In questi giorni, secondo quanto riferiscono sindacati, il viceministro dello Sviluppo economico Teresa Bellanova ha confermato che l’incontro con i vertici di Aferpi, per verificare gli adempimenti sul piano, è stato aggiornato al 19 aprile alle ore 13. Al telefono con i rappresentanti dei lavoratori si è anche impegnata all’estensione delle garanzie previste dalle legge Marzano, che nel caso di Aferpi sono in scadenza questa estate.

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Giovedì i lavoratori di Aferpi hanno trascorso la loro prima notte nella sede del Comune di Piombino. Hanno dormito sui divani della sala consiliare, nei sacco a pelo, due membri della Rsu di Aferpi, Graziano Martinelli e Gianpiero Vaccaro. Con loro è rimasto anche il sindaco Massimo Giuliani che ha voluto così
solidarizzare con la lotta dei lavoratori, definendola in un post su Facebook «un atto di capacità di lotta e al tempo stesso di grande civiltà», perchè «riporta la discussione nella casa comune, nella stanza dove da centinaia di anni si discute dei problemi o del futuro della città e delle persone che la abitano. Il 19 aprile dovrà essere la data in cui il gruppo Cevital dovrà portare un progetto credibile alle istituzioni e ai sindacati - ha scritto il primo cittadino -. Questo territorio non può tollerare ulteriori rinvii, ma ha bisogno di riposte sui tempi e modi di investimento: in sostanza la presentazione di un cronoprogramma degli investimenti con relative linee di finanziamento, la garanzia della continuità produttiva dei treni di laminazione. Senza queste condizioni il governo dovrà prendere altre strade per garantire la continuità produttiva e la ripartenza del siderurgico, con attenzione ai lavoratori diretti e dell’indotto, senza perdere di vista l’obiettivo di una diversificazione sancita dagli accordi di programma con il nostro territorio».

Due le mense degli impianti siderurgici che si sono dette disponibili a portare
pranzo e cena ai dipendenti Aferpi che si alterneranno nel presidio. La prossima settimana è atteso a Piombino anche il segretario Fiom, Maurizio Landini.

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