EMERGENZA CORONAVIRUS

Crisi auto, Unrae chiede un fondo di 3 miliardi per il rilancio dell'auto post Covid-19

L'associazione delle Case automobilistiche estere chiede interventi urgenti per salvare il settore

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(Luca Lorenzelli - stock.adobe.com)

L'associazione delle Case automobilistiche estere chiede interventi urgenti per salvare il settore


3' di lettura

L'associazione delle Case automobilistiche estere (Unrae) ha illustrato il “pacchetto” di misure studiato e avanzato al governo italiano per consentire la ripartenza del settore dell'Automotive (che pesa per oltre il 10% sul PIL italiano) al termine della complicata fase di emergenza sanitaria attuale, che porterà inevitabilmente a una crisi economica per l'intero Paese. Fase che, come ha ricordato il presidente di Unrae Michele Crisci, non ha riguardato solo l'ambito della produzione, ma anche quello della distribuzione con una prolungata chiusura delle reti di vendita che sta mettendo in ginocchio l'intero sistema, che si trova già ad affrontare problemi quali la scarsa marginalità rispetto ai fatturati, costi fissi elevati e, con riferimento alla situazione attuale, l'esclusione dalle agevolazioni previste per le aziende dal DL Cura Italia a causa del tetto di fatturato di 2 mln di euro (che Unrae ritiene inadeguato).

La chiusura degli showroom avrà effetti sul fronte delle immatricolazioni, che già nei primi due mesi dell'anno vedevano il segmento dei privati accusare un calo del 16,3% (per una quota di mercato del 55%, una fra le più basse di sempre) e che per marzo è previsto chiuderà attorno a un disastroso -86% (pari a un immatricolato di circa 28mila autovetture rispetto alle oltre 194mila di marzo 2019). Con la previsione che ad aprile verranno “perse” altre 160-170mila vendite.

Unrae prevede due possibili scenari per il settore della distribuzione: qualora - nella migliore delle ipotesi - la chiusura totale delle attività venisse protratta fino a tutto maggio la progressiva ripresa delle vendite avverrebbe nel corso del mese di giugno portando a un calo del 32% (a 1,3 mln di unità); nel peggiore dei casi la chiusura totale prolungata a tutto agosto con la ripresa da settembre porterebbe a un -46% e vendite intorno al milione di unità.

Tutto questo sta portando a una inevitabile crisi di liquidità delle reti distributive, che potrebbe riflettersi nel rischio di sopravvivenza per il 10-20% degli operatori, con la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro (solo i 1.400 dealer aderenti a Unrae occupano circa 150mila persone). Crisi ha sottolineato come le Case stiano già facendo il possibile per sostenere le reti, ma anche queste non hanno liquidità illimitata per via degli ingenti investimenti sostenuti per le nuove forme di mobilità (elettrica e autonoma su tutte) e potrebbero presto entrare a loro volta in sofferenza.

Per questo motivo Unrae ha proposto delle misure organiche e integrate che non stravolgono nessuna delle misure già in essere per incentivare le vendite di autovetture, ma si affiancano a queste. Sono due sostanzialmente le proposte: una modifica all'ecobonus vigente con l'introduzione di una terza fascia (61-95 g/km di CO2) che preveda incentivi di 2.000 euro (1.000 € senza rottamazione), un aumento degli importi della seconda fascia (21-60 g/km) a 4.000 € dagli attuali 2.500 (2.500 € dagli attuali 1.500) e infine un aumento della disponibilità del fondo previsto. La seconda proposta prevede il riallineamento fiscale agli standard di altri paesi UE sui veicoli aziendali nuovi, con l'aumento del tetto del costo massimo deducibile fino a 50.000 euro, l'aumento della quota ammortizzabile al 100% e la detraibilità IVA per aziende e professionisti al 100%. Gli obiettivi sono la tutela della stabilità occupazionale, la protezione e il rilancio dell'industria e del suo indotto, la difesa della continuità dei servizi pubblici essenziali, la riduzione dell'impatto ambientale, la maggiore sicurezza del parco circolante e la crescita del ritorno economico per l'erario.

Qualora dette proposte venissero accolte da subito, Unrae ha stimato che i fondi necessari per il sostegno sarebbero di 3 mld di euro e porterebbero un impatto per tutti i settori dell'Automotive previsto per una crescita di 200mila auto vendute (a quota 1,5 mln totale) nel caso di riavvio delle attività da giugno o di 100mila (per un totale di 1,1 mln) se si riaprissero i concessionari da settembre.

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