INTERVISTA A LORENZO TAGLIAVANTI

«Crisi durissima, ora reti di imprese e piattaforme di servizi»

Preoccupa la chiusura prolungata

di Andrea Marini

Preoccupa la chiusura prolungata


2' di lettura

«le aziende romane non sono né ottimiste né pessimiste, sono realiste. Sono consapevoli della situazione difficilissima e sanno che dovranno cambiare. Certo, sono preoccupate per la durata della chiusura delle loro attività». A parlare è Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma.

Quali sono le aziende che più rischiano di venire schiacciate da questa crisi?
In base alle nostre indagini c’è un 10% di imprese pessimiste, che temono da questa crisi il colpo di grazia. Sono aziende piccole e dei settori tradizionali, che rischiano di perdere per sempre i clienti che ora si stanno indirizzando verso chi è in grado di garantire loro vendite online.

Quali sono i punti di debolezza del tessuto produttivo romano?
Ci sono aziende troppo piccole.

PROVINCIA DI ROMA, IL COMPARTO DEL TURISMO ALLARGATO
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Cosa si può fare per risolvere questo problema?
Bisogna creare delle reti tra le aziende, nel piccolo commercio. Creare piattaforme di servizi.

Roma resta pur sempre la capitale. Quali sono i punti di forza su cui contare per la ripresa?
La spesa pubblica è una grande risorsa. Roma, come tutte le capitali, è in grado di attrarre gli investimenti pubblici.

Negli ultimi anni però gli investimenti pubblici sono crollati.
Devono assolutamente ripartite.

Spesa pubblica significa però anche molta burocrazia.
Anche questo deve cambiare. E la crisi può essere una opportunità. Abbiamo visto che molti servizi si possono fare ricorrendo ai canali digitali.

Tra i settori che più risentono e risentiranno della crisi c’è il turismo.
Questo è un comparto che deve cambiare. Si ritornerà un po’ alle vacanze degli anni ’60, quando ci si spostava per andare a trovare i nonni nei paesi d’origine. Roma perderà molto, ma la provincia avrà una opportunità di sviluppo.

Come giudica gli interventi del governo?
C’è una determinazione forte per far ripartire il paese. Le risorse non mancano. Il problema è la burocrazia che ha mostrato delle inefficienze. Questa può essere una occasione per mettere ordine a questo settore.

La Regione e il Comune?
Mi sembra si siano mossi bene. La Regione ha varato un pacchetto di finanziamenti per le aziende. Il Comune, con la rete civica, è intervenuto a sostegno delle persone più bisognose.

Che consiglio darebbe oggi a un’impresa?
Avere avuto a disposizione tanti strumenti digitali ha permesso alle aziende di sopravvivere. Penso allo smart working e ai canali online per mantenere i contatti con fornitori e clienti. Prima di tutto le aziende dovranno intervenire per ridurre al minimo il rischio di contagio al loro interno. Ma poi dovranno accelerare sul digitale. Non potranno farlo da sole, bisognerà investire sul 5G. Ma ci sono tutte le opportunità per rimettersi in carreggiata.

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