Le misure

Crisi energia, la ricetta Ue: tagli alle tasse, sussidi e acquisti congiunti di gas

La commissaria all’Energia Kadri Simson consiglia ai 27 di procedere con tagli delle tasse e sussidi. Il tema di acquisti centralizzato sul tavolo dei leader Ue il 21-22 ottobre

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3' di lettura

La Commissione europea, il braccio esecutivo della Ue, ha consigliato agli stati membri di procedere con tagli alle tasse, aiuti pubblici e altre misure per mitigare l’impatto della crisi energetica sulle bollette dei cittadini. Si tratta della toolbox, la «cassetta degli attrezzi» annunciata da Bruxelles per attutire l’impatto del rialzo monstre dei prezzi dell’energia su scala globale. Come da attese non si è trattato di proposte radicali di revisione dei prezzi, ma di indicazioni su quanto i paesi possono fare - o hanno già fatto - a tutela di consumatori e aziende.

Ad oggi sono 20 gli stati europei che hanno agito con provvedimenti per limitare le conseguenze della crisi, dal taglio delle tasse ai sussidi per le famiglie più povere. Palazzo Berlaymont ha confermato la legittimità delle operazioni.

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«È importante proteggere i consumatori vulnerabili e sostenere le aziende europee» ha dichiarato la commissaria all’Energia Kadri Simson. La comunicazione di Bruxelles sarà esposta il 14 ottobre al Parlamento europeo e il 21 ottobre al Consiglio europeo, dove si affronterà anche una discussione su una misura condivisa su scala Ue.

L’ipotesi di acquisti congiunti di gas

La Commissione ha infatti messo in chiaro che «esplorerà i benefici» di un’ipotesi emersa all’ultimo Eurogruppo in Lussemburgo, quella di un acquisto condiviso di riserve di gas per la Ue. La partecipazione allo schema dovrebbe essere volontaria, per evitare tensioni con gli stati membri che si oppongono a una regia analoga quella impiegata per acquisto e distribuzione dei vaccini anti.Covid.

È stata in particolare la Spagna a insistere sulla proposta, trovando la sponda anche di Francia e Italia. I leader Ue ne discuteranno al vertice Ue del 21-22 ottobre, mentre Bruxelles ha già avviato studi su due urgenze evidenziate da alcuni governi: modifiche all’impianto del mercato dell’energia e una stretta sulle speculazioni che gonfiano i prezzi delle materie prime. Simson assicura che ci sarà «tolleranza zero» sulle speculazioni.

Simson: accelerare transizione. Nucleare? Scelta agli Stati

La Commissione ha ribadito anche il peso del passaggio alle energie rinnovabili, considerato fra gli antidoti più incisivi contro nuove fiammate al rialzo dei prezzi. Il rialzo dei prezzi non può essere imputato alle restrizioni ambientali, ha chiarito la commissaria all’Energia Kadri Simons. Il problema, semmai, è che «non abbiamo abbastanza energia pulita. Dobbiamo accelerare la transizione verde, non rallentarla».

Simson è anche intervenuta sul nucleare, tornato al centro del dibattito con lo scontro fra stati membri favorevoli e quelli che hanno optato per mix energetici diversi. Il primo fronte è capeggiato dalla Francia di Emmanuel Macron, decisa a spingere sull’atomo come fonte di energia «verde» e di autosufficienza energetica per le economie europee.

«Gli Stati - ha detto Simson - possono scegliere il proprio mix energetico per il raggiungimento della neutralità climatica e sulla base di questo impegno alcuni Stati ci hanno informato che continueranno a utilizzare fonti senza carbonio, ossia sul nucleare. Stiamo studiando se questo sarà nella tassonomia ma ci baseremo sempre su basi scientifiche che ci vengono fornite».

Gazprom? Ha rispettato i contratti, ma forniture sotto attese

Simson, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa, ha anche parlato del ruolo della Russia nella crisi. Mosca è accusata di aver alimentato l’impasse europea riducendo le forniture di gas naturale all’Europa per favorire il via libera al suo gasdotto Nord Stream 2. «Finora Gazprom (l’azienda nazionale russa, ndr) ha rispetto i contratti» ha sottolineato Simson, aggiungendo però che i volumi di gas in arrivo si sono ridotti rispetto alle attese.

L’esito è stato quello di stringere «il mercato con l’avvicinarsi della stagione del riscaldamento - ha spiegato - Sebbene abbia adempiuto ai suoi contratti a lungo termine con le sue controparti europee, Gazprom ha offerto poca o nessuna capacità extra per allentare la pressione sul mercato del gas della Ue».

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