in parlamento

Dai Cinque stelle al centrodestra: chi sostiene e chi no Draghi

In queste ore tutti i partiti stanno facendo i conti con il contraccolpo derivante dalla mossa di Mattarella. Ma alcune posizioni già si intravedono: primo no di M5s ma il partito è diviso; Pd, Iv e Fi a favore; possibile astensione della Lega. Fdi potrebbe restare all’opposizione

di Mariolina Sesto

Dai Cinque stelle al centrodestra: chi sostiene Draghi e chi no

3' di lettura

Mario Draghi non era ancora salito al Colle per ricevere da Mattarella l’incarico di formare un nuovo governo che già la politica si interrogava sullo step successivo. Chi sosterrà in Parlamento un esecutivo Draghi? Il capo dello Stato ha fatto appello a tutti i partiti, ma chi sarà disponibile a votargli la fiducia? In queste ore tutto il mondo politico sta facendo i conti con il contraccolpo derivante dalla mossa di Mattarella. Ma alcune posizioni già si intravedono.

Il no M5s ma il partito è spaccato

Con 191 deputati e 92 senatori, il gruppo dei Cinque stelle continua ad essere il più numeroso. E per il momento la posizione ufficiale del partito è un no a Draghi. «Il MoVimento 5 Stelle - sono state le parole del capo politico Vito Crimi -, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l'unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi». E lo stesso fondatore, Beppe Grillo, ha fatto sapere di essere contrario a un governo Draghi. Ma il partito è più che mai diviso in moltissime anime ed è dunque ancora presto per dire se tutti i parlamentari seguiranno la linea anti-Draghi. Sicuramente lo farà l’ala capeggiata da Alessandro Di Battista ma cosa faranno ad esempio i dimaiani? Di Maio ha detto come la pensa: nulla contro Draghi ma deve dare vita a un governo politico.

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Il Pd sostiene Draghi

Il Pd europeista di Zingaretti e Gentiloni non può che sostenere convintamente Mario Draghi a Palazzo Chigi. Pur frustrati dall’aver perso la scommessa del governo Conte con l’alleanza giallorossa, i Dem non possono che votare la fiducia all’ex presidente della Bce. E le parole a caldo del leader Pd lo confermano: «Abbiamo fatto davvero di tutto per ricostruire una maggioranza, in un momento difficile. Il presidente Mattarella, che ringraziamo, con la sua iniziativa ha posto rimedio al disastro provocato dalla irresponsabile scelta della crisi di Governo. Da domani saremo pronti al confronto per garantire l'affermazione del bene comune del Paese». Il Pd sta inoltre tentando di mantenere l’unità dell’ex maggioranza giallorossa intorno a Draghi.

Iv canta vittoria

Scontato il voto di Italia Viva per Draghi. Matteo Renzi rivendica di essere stato in qualche modo l’artefice dell’arrivo di Draghi. E ora fa un appello perché tutti lo sostengano: “Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l'appello del Presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l'Italia”.

Leu critica Draghi

La parte più a sinistra dell’ex maggioranza giallorossa non è mai stata vicina alle posizioni di Draghi e non ne fa mistero. “Mi pare molto difficile sostenere un governo di questo tipo” dichiara Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e parlamentare di Leu. Ma al momento non è un no granitico. E il partito si è anzi riservato di ascoltare le proposte di Draghi prima di decidere la propria linea.

Forza Italia al fianco dell’ex presidente Bce

Forza Italia si era già schierata a favore di un governo istituzionale, più volte sostenuto da Silvio Berlusconi. E Mario Draghi è una personalità molto gradita agli azzurri. Che non a caso sono intervenuti tra i primi dopo l’annuncio del capo dello Stato. Il quartier generale di Fi ha subito fatto filtrare soddisfazione «perché come era prevedibile la maggioranza uscente si è squagliata» e una stima per Mario Draghi «che è antica, al punto che lo stesso Berlusconi ha più volte rivendicato di averlo voluto fortemente alla guida Bce». Insomma i voti dei parlamentari azzurri di sicuro sono già tutti certi.

La Lega potrebbe astenersi ma una parte spinge per il sì

«Si apre una nuova fase. Non abbiamo pregiudizi nei confronti di Draghi. Vogliamo parlare di taglio di tasse e apertura dei cantieri con la prospettiva del voto. Voterà mezza Europa e lo faranno tante città italiane per cui la democrazia non può essere sospesa in questi mesi. Ma non sprechiamo questi mesi». Questa la posizione di Matteo Salvini.Quel «non abbiamo pregiudizi nei confronti di Draghi lascia trapelare la possibilità di un’astensione da parte della Lega che al suo interno ha personalità come Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia, grandi estimatori di Mario Draghi e favorevoli a un sì alla fiducia. Ma la linea politica, nel tentativo di trovare una quadra con l’intero centrodestra, non è stata ancora definita.

Fdi tra opposizione e astensione

Le prime dichiarazioni di Giorgia Meloni schierano Fdi all’opposizione di Draghi. Ma anche in questo caso occorrerà aspettare quali decisioni verranno prese dopo il confronto all’interno del centrodestra. In ogni caso Meloni ha sottolineato che il suo partito «lavorerà per il bene della Nazione». E in giornata è parsa propendere per un’astensione di tutto il centrodestra.

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