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Crisi di governo, Draghi resta o no? Ecco i quattro scenari in vista di mercoledì

Le possibilità: Draghi resta con l’attuale governo, nuovo governo Draghi (Draghi bis), nuovo governo con un altro premier, elezioni il 25 settembre. Al momento quest’ultimo è lo scenario con più chance ma prima del 20 luglio tutto potrebbe cambiare

di Barbara Fiammeri

Mattarella respinge dimissioni Draghi: comunicazioni alle Camere

2' di lettura

Man mano che si avvicina l’appuntamento con le comunicazioni di Mario Draghi in Parlamento, le ipotesi sul futuro del Governo e della legislatura sono al centro di ogni conversazione politica. In realtà, il premier la strada l’ha già tracciata e dunque il perimetro in cui ci si muove è abbastanza circoscritto. Draghi in questo momento è a tutti gli effetti ancora il Capo del Governo. Il presidente della Repubblica ha infatti respinto le sue dimissioni rinviandolo davanti alle Camere. È quella che viene definita “parlamentarizzazione della crisi”. Sulla carta ci sono 4 scenari aperti ma con indici di probabilità assai diversi l’uno dall’altro.

Scenario 1: non cambia niente

Le forze politiche dell’attuale maggioranza - a partire da M5s - dichiarano di essere pronte a mantenere il sostegno al governo, Draghi ne prende atto e accetta di rimanere a Palazzo Chigi dopo, presumibilmente, la presentazione di un nuovo programma e il successivo voto di fiducia. Ipotesi questa che piacerebbe soprattutto al Pd e anche al Capo dello Stato. Ma a parte le contorsioni pentastellate delle quali ancora non si vede la fine, il centrodestra, Lega e Forza Italia, hanno già manifestato la loro contrarietà a mantenere l’alleanza con M5s dopo quanto accaduto.

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Scenario 2: è il cosiddetto Draghi bis

Il premier si dimette ma riceve un nuovo mandato dal Capo dello Stato per formare il Governo che potrebbe avere la stessa maggioranza oppure una diversa, più o meno ristretta. Questa ipotesi però sconta la netta e pubblica contrarietà di Draghi che ha escluso la possibilità del bis tanto più con una maggioranza senza M5s. Proprio la mancata partecipazione al voto di fiducia da parte dei pentastellati lo ha indotto infatti a presentarsi dimissionario al Quirinale.

Scenario 3: nuovo governo senza Draghi

Il premier conferma di non voler proseguire, si dimette e Mattarella dà l’incarico a qualcun altro per completare almeno la legge di Bilancio e arrivare quindi a fine anno. A sostituire Draghi un tecnico come il ministro dell’Economia Daniele Franco o una figura istituzionale come il presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato. Le quotazioni anche per questa ipotesi sono piuttosto basse anche perché il centrodestra difficilmente accetterebbe e anche il segretario del Pd ha detto che dopo Draghi c’è solo il voto.

Scenario 4: elezioni il 25 settembre

Draghi conferma che non ci sono più le condizioni per proseguire. Il Capo dello Stato ne prende atto e scioglie le Camere. Il Governo rimane in carica con il premier attuale per gestire quella che viene definita “ordinaria amministrazione”. Ma visto che siamo in un momento straordinario questa ordinarietà consentirà di approvare decreti legge e presentare la nota di aggiornamento del Def se non la stessa legge di Bilancio. Prima che infatti si insedi il nuovo parlamento e poi il nuovo occorrerà a voler essere ottimisti un mese e mezzo e quindi Draghi resterebbe premier fino a novembre. Al momento questa è l’ipotesi con più chance. Ma in politica le cose cambiano rapidamente e di qui a mercoledì, quando Draghi tornerà in Aula, le quotazioni degli scenari potrebbero ribaltarsi.

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