dopo la direttiva Conte

Crisi di governo e stop all’attività legislativa: cosa si blocca e cosa va avanti

Il governo uscente rimane in carica per lo svolgimento degli affari correnti. In base alla direttiva firmata da Giuseppe Conte dopo le dimissioni l’esecutivo può adottare le misure necessarie «per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19 e ogni relativa conseguenza». Tra queste rientra il decreto Ristori 5

di An.Ga.

Ristori e Recovery: la crisi di governo frena ma non blocca

3' di lettura

L’uso dei fondi del Recovery Plan, il decreto Ristori per aiutare imprese e lavoratori a reggere la crisi provocata dal Covid e, infine, il rinvio del blocco delle cartelle fiscali che scade a fine mese: la crisi di Governo arriva in un momento delicato per il varo di alcuni importanti dossier. L'attività dell'esecutivo limitata al disbrigo degli affari correnti avrà l'effetto di rallentare le scelte più importanti, ma al momento - spinti dall'emergenza del Covid - su questi tre fronti l'attività non si blocca.

Il decreto Ristori 5

Il primo provvedimento sul tavolo del governo è l’ultimo decreto Ristori, il quinto, che era già in rampa di lancio e per il quale il governo ha chiesto e ottenuto con l'ok di maggioranza e opposizione lo scostamento di bilancio da 32 miliardi. Si tratta di un atto che il governo potrebbe varare perchè - in base alla direttiva firmata da Giuseppe Conte dopo le dimissioni - rientra nella categoria delle misure necessarie «per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid 19 e ogni relativa conseguenza». Il governo non ha fermato il lavoro sul provvedimento, che non solo prevedrebbe aiuti a molte categorie penalizzate dalle restrizioni anti-Covid, ma anche un ampliamento di altre 18 settimane delle possibilità di cassa integrazione Covid. I tempi delle consultazioni rendono però improbabile che le norme - come qualcuno ha ipotizzato - possano arrivare già con il Consiglio dei ministri che si terrebbe domenica prossima. Le misure sarebbero in programma per la prossima settimana.

Loading...

La proroga del blocco delle cartelle esattoriali

Nello stesso decreto - o forse con un atto autonomo - potrebbe esser disposta una proroga anche per il blocco delle cartelle esattoriali. Si tratta di 50 milioni di atti che, dopo lo stop di fine anno, sono stati 'congelati' fino a tutto gennaio. La proroga arriverebbe, anche se a tempi oramai scaduti. Il governo lavorava inizialmente all'idea di introdurre non solo uno scaglionamento delle cartelle - così come indicato nello scostamento di bilancio da 32 miliardi - ma anche una nuova rottamazione e un 'saldo e stralcio' per alleggerire i contribuenti e gli uffici dalle piccole richieste in questo periodo di crisi. Bisognerà vedere se questo sarà ancora possibile o si sceglie la via di una proroga con la possibilità di introdurre queste regolarizzazioni in sede parlamentare.

L’uso dei fondi del Recovery Plan

C’è poi il Recovery Plan. Il governo ha tenuto i primi due tavoli con i sindacati e gli imprenditori. È invece saltato quello con gli enti locali. Ma le linee guida sono in parlamento che ha deciso all'unanimità di proseguire le audizioni in commissioni sul Piano di Rilancio e Resilienza. Certo spetterà però all'esecutivo in carica fare poi la sintesi delle indicazioni del parlamento e dei suggerimenti delle parti sociali. Rimangono inoltre nodi importanti da sciogliere, anche politicamente: ad esempio quello della governance per l'attuazione concreta delle misure e delle riforme collegate agli oltre 220 miliardi di fondi europei.

Il parlamento si ferma

In mancanza del rapporto fiduciario, con la crisi di governo si ferma tutta però l'attività parlamentare, eccetto che per gli atti urgenti come la conversione dei decreti legge in scadenza. Per quanto riguarda la Camera, la conferenza dei capigruppo ha deciso lo stop per ogni attività legislativa e ispettiva. L'attività ordinaria delle Camere riprende solo dopo che il nuovo esecutivo avrà incassato la fiducia da entrambe le Camere.

I decreti da convertire

In parlamento ci sono tre decreti in corso di conversione: il primo è il Milleproroghe, nel quale si ipotizza l'arrivo delle risorse per estendere il lavoro dei Navigator impegnati nel reddito di cittadinanza, al quale si aggiungono i due decreti “Natale” e “Elezioni 2021” per adeguare le consultazioni alle norme anticovid.

I provvedimenti in standby in commissione

Ma i provvedimenti che incappano nelle difficoltà di un governo che non è nella pienezza dei propri poteri sono anche altri. Nelle commissioni parlamentari ci sono ad esempio le norme per l' “assegno unico” per alleggerire il fisco sui figli a carico e che rappresentano il primo passo della riforma dell'Irpef, altro progetto atteso nel corso dell'anno. Se la proroga della Cig potrebbe arrivare con il Dl Ristori 5 rimane da affrontare il blocco dei licenziamenti, che finisce a marzo e che divide sindacati e imprenditori. Un ostacolo impossibile da eludere.

Sempre nelle commissioni parlamentari ci sono poi altre riforme importanti: il progetto di nuova legge elettorale parcheggiato nella prima commissione alla Camera e quelli per la riforma della giustizia penale e civile in attesa nelle commissioni competenti del Senato. Ci sono quindi i dossier societari più sensibili alla politica. Basta pensare al passaggio di Autostrade per l'Italia dal controllo dei Benetton a quello di Cdp oppure al dossier Alitalia che - dopo il varo della nuova Ita - vede ancora una forte dialettica con la Commissione Europea. O ancora all'ipotesi che il Monte dei Paschi di Siena, ora controllato dal ministero dell'Economia, possa entrare nell'orbita di Unicredit, un tema che divide anche l'attuale maggioranza.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti