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Crisi di governo, rispunta l’«accordo alla tedesca»: come funziona

Delrio e i contratti Pd-M5S: «Serve una cosa scritta. Ci si mette a sedere, si tratta e si analizza ogni punto per il bene del Paese». In Germania trattativa tra novanta esperti durò dieci settimane

di Riccardo Ferrazza


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2' di lettura

Nella crisi politica di Ferragosto rispunta l’idea di un contratto di governo alla tedesca, cioè un accordo scritto in cui si elencano i punti del programma che gli alleati si impegnano a realizzare. A rimettere sul tavolo la proposta che era stata già di Luigi Di Maio alla vigilia delle consultazioni al Quirinale lo scorso anno e che poi fu alla base dell’intesa tra M5S e Lega, è Graziano Delrio, esponente del Pd con il quale i Cinque Stelle sono in trattativa. «Ci si mette a sedere, si tratta, si analizza ogni punto per il bene del Paese, convocando le menti migliori, per dare un’impronta diversa».

La lunga trattativa per la grande coalizione
In Germania la Koalitionsvertrag, vale a dire il «contratto di coalizione», è una formula che esiste dal 1961. La sua ultima versione è quella con la quale nel marzo del 2018 si è arrivati a un accordo per la formazione della grande coalizione tra Cdu, Csu e Spd che sostiene il quarto governo della cancelleria Angela Merkel.

Si trattava di un dettagliato programma di governo di 177 pagine alle quali le forze politiche arrivarono dopo quattro mesi di trattative affidate a 18 commissioni e novanta esperti che andarono avanti per dieci settimane di colloqui. Il contratto fu poi sottoposto al congresso, mentre nel caso dei socialdemocratici fu oggetto di un referendum via posta tra tutti i suoi 463.723 iscritti. Che lo approvarono con il 66% dei voti.

Il precedente giallo-verde
Anche il contratto di governo giallo-verde che diede il via al governo di Giuseppe Conte fu sottoposto al voto. Il 20 maggio la Lega informò che «circa 215mila cittadini» erano andati ai gazebo allestiti dal partito per votare il testo: i sì erano stati il 91%. Due giorni prima il contratto era stato messo ai voti sulla piattaforma Rousseau: gli iscritti al Movimento 5 Stelle favorevoli erano stati più del 94 per cento .

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