IL MODELLO VIENNA

Crisi di governo, la soluzione austriaca: Esecutivo elettorale di super tecnici

Ma il sistema non prevede la fiducia preventiva: senza sfiducia il governo va avanti

di Riccardo Sorrentino


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2' di lettura

Per l’Austria è la prima volta. Dal 3 giugno scorso, a Vienna è insediato un governo tecnico guidato da Brigitte Bierlein, presidente della Corte costituzionale (e prima donna cancelliera del paese). Ha il compito di portare il Paese alle prossime elezioni, previste per il 29 settembre.

Bierlein, come prevede la Costituzione austriaca, ha scelto i propri ministri, tutti tecnici, dando vita a un esecutivo composto da sole 12 persone. Il sistema austriaco non prevede un voto di fiducia preventivo ma solo mozioni di sfiducia: in assenza di queste iniziative il governo - nominato dal presidente della repubblica eletto dal popolo - può andare avanti con pieni poteri.

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La scelta è stata necessaria dopo lo scandalo di Ibiza e la reazione delle forze politiche. Il 17 maggio Der Spiegel e la Süddeutsche Zeitung hanno rivelato l’esistenza di un video in cui il vice cancelliere Heinz-Christian Strache, leader del Partito della Libertà, e un altro esponente della stessa forza politica sovranista apparivano in trattative - a Ibiza - con una donna che si presentava come la nipote dell’oligarca russo Igor Makarov. Nei colloqui veniva proposto un trattamento positivo sui media per il partito in cambio di alcune commesse governative.

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Il giorno dopo il cancelliere, il popolare Sebastian Kurz, ha annunciato la fine della coalizione ricevendo qualche giorno dopo un voto di sfiducia dal Parlamento, proposto dai socialdemocratici. Le opposizioni unite, con il sostegno dei parlamentari del partito della Libertà hanno poi chiesto e ottenuto un rinvio delle elezioni rendendo necessario un nuovo governo.

Lo scandalo ha portato a un brusco rimescolamento dei consensi, misurati dai sondaggi politici. Il Partito popolare (Övp) dovrebbe aumentare i suoi voti, fino al 36-38%, dal 31,5% del 2017, mentre il Partito della libertà (Fpö) dovrebbe calare al 19%, dal 26%. La crisi non sembra premiare i socialdemocratici dell Spö, che vedono i consensi scendere - nei sondaggi - dal 26% circa ancora accreditato prima dello scandalo fino al 21%, rispetto al 27% delle ultime elezioni. Gli elettori di centro sinistra sembrano preferire, piuttosto, i Verdi, a cui i sondaggi attribuiscono un 11% circa dal 3,8% ottenuto dal voto del 2017 e i liberali di Neos, che potrebbero salire all’8,3% dal 5,3%. I sondaggi mostrano anche che la coalizione preferita dagli austriaci resta quella tra popolari e sovranisti, anche se qualche rilevazione dà prevalenza a un accordo tra popolari, verdi e i liberali di Neos.

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