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Crisi di governo in stand-by, sullo sfondo il Conte ter

Già domani potrebbero riprendere gli incontri nella maggioranza per definire il Recovery plan

di Andrea Marini

Conte-ter, Renzi minaccia ancora crisi e insulta "Lady Mastella"

Già domani potrebbero riprendere gli incontri nella maggioranza per definire il Recovery plan


3' di lettura

La lunga pre-crisi di governo ancora non trova una soluzione, ma sullo sfondo già si fa più nitido il contorno di un Conte ter. Già domani potrebbero riprendere gli incontri nella maggioranza per definire il Recovery plan, con conseguenti chiarimenti sul futuro dell’attuale governo. Da una parte c’è il premier Giuseppe Conte che vuole evitare dimissioni al buio. Dall’altra c’è Matteo Renzi che punta a ridimensionare il ruolo dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi e del M5S. Questi ultimi hanno tutto da perdere da una crisi, e quindi fanno quadrato attorno a Conte.

Pd tra due fuochi

Il Pd, durante tutta la pre-crisi di governo, si è trovato nella difficile posizione di trovare un equilibrio tra Conte e Renzi. Da una parte hanno incalzato il premier sul fronte del programma per far uscire il governo dal guado, dall’altra hanno però respinto le bordate di Renzi che rischiano di far saltare il banco. Il segretario Pd Nicola Zingaretti e il capodelegazione al governo Dario Franceschini temono che una crisi di governo faccia saltare gli equilibri nella maggioranza con rischio di voto anticipato in piena pandemia. Anche se c’è chi nel Pd non vede male un Conte ter, con il possibile nuovo ingresso di ministri dem.

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La prudenza di Conte

Da Palazzo Chigi è filtrato scetticismo di fronte alla possibilità di un Conte ter. L’ipotesi «non c’è» hanno fatto sapere. Anche perché con ogni probabilità un Conte ter finirebbe con ridimensionare l’attuale premier. Per questo nei giorni scorsi ha sfidato apertamente Renzi: se ci sarà la crisi sarà il parlamento ad avere l’ultima parola. Ma in questo caso le possibilità di Conte per rimanere in sella si avvicinerebbero allo zero. Proprio per questo Conte si è detto sempre disponibile «all'ascolto delle forze che sostengono il governo», «Una premessa imprescindibile» per le sfide che attendono il governo «è rafforzare la coesione della maggioranza». «A breve – ha concluso facendo riferimento al Recovery plan – ci ritroveremo con tutte le forze di maggioranza per operare una sintesi complessiva, che valga a selezionare gli investimenti e le riforme più utili a modernizzare il Paese. I 209 miliardi che l'Europa ci mette a disposizione sono risorse ingenti, ma le nostre scelte devono essere ben ponderate»

Le richieste di Italia Viva

«Noi abbiamo un problema politico con Conte», ha scritto Matteo Renzi nella sua conseuta e-news. «Sul Recovery, sul Mes, sull’intelligence, sulla scuola, sull’alta velocità, sul garantismo, sul ruolo internazionale dell’Italia e sulla presenza nel Mediterraneo, sul rapporto con gli Stati Uniti, sul lavoro e il reddito di cittadinanza, sulla crescita, sullo stile istituzionale ho argomentato idee diverse». In sostanza l’ex premier punta a un riequilibrio nella maggioranza, per avere più peso di fronte alle istanze di Conte de M5S. Per questo, al di là dei possibili accordi sui temi (che non sembrano impossibili) l’obiettivo vero resta il Conte ter. Tanto è vero che di fronte alle aperture di Conte la reazione di Iv non è stata entusiasta: «Pare raccolga una serie di nostre richieste sul merito. Restiamo in attesa di leggere le carte per capire se, come afferma Conte, il Recovery è stato riscritto. Mancano poi tutte le altre risposte sulle tante questioni politiche che abbiamo posto», hanno fatto sapere fonti dall’interno del partito di Renzi.

Renzi: la legislatura dura fino al 2023

«Non c'è nessun rischio di voto anticipato perché la legislatura finisce nel 2023. Parliamo di contenuti, non di giochi vecchio stile» ha detto il leader di Iv Matteo Renzi al Tg3. «Secondo me non esistono i governi di scopo – ha aggiunto – esistono i governi in grado di lavorare. Se Conte è in grado di lavorare faccia altrimenti toccherà ad altri. Ha detto che è pronto a venire in Aula, lo aspettiamo lì». Poi il leader di Iv ha parlato del nodo vaccini: «La settimana prossima vacciniamo solo gli insegnanti e facciamo tamponi agli studenti, così che possiamo aprire le scuole».

M5S e la difesa di Conte

Chi ha più da perdere da una crisi di Governo è il M5S. Attualmente la loro rappresentanza al governo è quella più numerosa, e quindi sarebbero i più penalizzati da un cambio di poltrone. Per non parlare del rischio di nuove elezioni, che decimerebbero la rappresentanza grillina in parlamento. Non è un caso che sul suo blog Beppe Grillo, fondatore del M5s, ha pubblicato post dal titolo “Quo usque tandem (fino a che punto)”, dove cita una orazione di Cicerone contro la congiura di Catilina e invita ad adattare le sue parole all'attuale crisi di governo che vede contrapposti (ma Grillo non li cita) il senatore Matteo Renzi al premier Giuseppe Conte.

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