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Crisi materie prime, Themis facilita il trading grazie alla blockchain

Aumento di capitale da 6 milioni per la giovane società bresciana che vede l’ingresso nella holding De Miranda

di Gianni Rusconi

(Adobe Stock)

4' di lettura

Può la tecnologia andare in soccorso alla crisi alimentare? Difficile che una sola soluzione, per quanto all’avanguardia e innovativa, possa essere determinante per la soluzione di un problema che si sta propagando a velocità sempre più sostenuta come quello dei costi delle materie prime che si sono impennati negli ultimi mesi, ai cereali fino agli oli vegetali. Nessuna bacchetta magica, quindi, se però la tecnologia riesce a mettere in contatto diretto il produttore con l’acquirente, agevolando il compito dei broker e consentendo un significativo abbattimento dei costi operativi a beneficio di tutte le parti in gioco, ecco che un primo mattoncino alla risoluzione di questo problema si può considerare posato.

È un po’ questa la missione di Themis, startup bresciana nata a fine 2019 per operare come piattaforma di trading per l'acquisto e la vendita di materie prime e protagonista di un recente seed round di finanziamento di complessivi 6 milioni di euro che ha visto l'ingresso in società (per la parte di aumento di capitale) della holding della famiglia de Miranda, gruppo industriale attivo da decenni nel settore siderurgico e delle energie rinnovabili. L'operazione è stata seguita, per la parte legale, dallo Studio Corti Fumagalli.

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Per i due co-fondatori di Themis, entrambi under 30, Graziano Beldrighi (Ceo) e Matteo Molinari, le nuove risorse economiche raccolte costituiscono il viatico per il lancio, pianificato per settembre, della nuova versione della piattaforma, la parte di front end, dove sarà possibile acquistare anche materie prime diverse da quelle agricole. Il sistema su cui si appoggia la piattaforma, al momento disponibile solo per alcuni player selezionati e attiva solo a livello di back end, è il cuore di tutto il progetto. Coperto da brevetto in Italia e negli Stati Uniti, e basato su tecnologia blockchain per rendere sicure e inalterabili le informazioni relative alla transazione e gestisce in automatico le comunicazioni con i trasportatori e i broker che hanno curato l'operazione di compravendita, facilitando la rapida localizzazione della merce e la consegna della stessa al cliente finale.

In altre parole, il grande vanto (e il fattore distintivo) di Themis è quello di essere, come spiegano i due fondatori, la prima piattaforma di trading delle materie prime a digitalizzare tutta la supply chain. «Siamo un marketplace atipico – spiega Beldrighi al Sole24 Ore – e lo siamo perché facciamo da garanti per la transazione commerciale e da intermediario finanziario e di prodotto assicurando massima sicurezza ai nostri clienti. L’obiettivo? Disintermediare la supply chain da trader e operatori vari, valorizzare il ruolo strategico di consulenza dei broker che operano localmente a contatto con i produttori e diventare quindi la piattaforma B2B di riferimento in Europa per la compravendita di materie prime».

Nata per sopperire la scarsa informatizzazione del commercio nazionale e internazionale delle materie prime e la mancanza di una piattaforma in grado di gestire contemporaneamente tutte le dinamiche di questo tipo di commercio, la startup ha ovviamente una diretta connessione con le attuali difficoltà di approvvigionamento di materie prime agricole ucraine (grano in primis). Una struttura automatizzata e dinamica qual è Themis, assicurano in merito i due fondatori, permetterebbe infatti di reindirizzare la catena di fornitura dei beni interessati dallo “shortage”, trovando nuovi venditori affidabili e organizzando una catena logistica adeguata per la distribuzione delle migliaia di tonnellate di prodotto ucraino già presente in alcuni Paesi europei.

L'idea, sulla quale ha scommesso nel 2020 anche Intesa San Paolo con un finanziamento complessivo di oltre 300mila euro, si regge per l'appunto su una piattaforma di trading che azzera i rischi per compratore, venditore e broker e si fa carico di tutto il ciclo della transazione: il produttore agricolo pubblica sul marketplace il lotto di grano/mais a disposizione, il compratore può fare un’offerta e quindi acquistare attraverso uno smart contract generato in automatico ed esteso a fornitore, cliente e trasportare (ed eventualmente al broker che ha procacciato l'affare).

I pagamenti sono anch'essi gestiti in forma digitale attraverso il wallet integrato nella piattaforma e, come ribadisce ancora Beldrighi, «tutto è validato in forma digitale attraverso la blockchain». «Siamo però solo all'inizio, contiamo infatti di aprire nuovi canali di approvvigionamento in diversi ambiti – spiega – materie prime alimentari ovviamente comprese, e di creare delle alternative sicure alle supply chain esistenti, differenziando le fonti ed aumentandole in numero, favorendo l'interconnessione su scala globale e abbattendo le barriere geografiche».

Il modello di business di Themis, infine. Si compone di un fee sulla transazione e sui margini di guadagno sui servizi forniti alle parti che operano sul marketplace, dalla logistica al controllo qualitativo dei prodotti, dal sistema di pagamento alle linee di credito fino alla coperture assicurative. Da agosto 2021 a fine aprile la società ha generato ricavi per oltre 1,5 milioni di euro (di cui un milione solo quest'anno) senza alcun dipendente in organico: il team, conferma in proposito il ceo, sarà ampliato la nuova fase di sviluppo che prevede l'aumento dei volumi transati, l'ulteriore evoluzione della piattaforma tecnologica e l'espansione commerciale in altri Paesi dell'Est europeo. E poi, come possibile opportunità, un'eventuale quotazione.


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