la fine del conte bis

Crisi, dal Pd al centrodestra le strategie partito per partito

I Dem dicono sì a un governo con i Responsabili, M5s compatto su Conte, Forza Italia disponibile a un governo istituzionale mentre Lega e Fdi chiedono il voto subito

Giuseppe Conte e, di spalle, Sergio Mattarella al Quirinale (Ansa)

2' di lettura

I possibili epiloghi della crisi sono più d’uno, dal Conte ter a un governo di scopo che porti alle elezioni a un nuovo governo con i Responsabili. Tutto è ancora avvolto nella nebbia. A poco a poco, tuttavia, ciascun partito sta mettendo allo scoperto la propria strategia ed i propri obiettivi. Esaminandoli uno a uno è possibile ricomporre il puzzle che, con ogni probabilità, porterà alla exit strategy dalla crisi.

Il Pd chiude a Renzi ma non è compatto. Sì ai Responsabili

Il Partito democratico pone due pregiudiziali: no a Renzi e no a un governo con la destra. Dopo l’ufficio politico del Pd Zingaretti ha detto chiaro e tondo che considera Italia Viva non più affidabile per la costruzione di un nuovo governo. Esclusa la possibilità di governare con la destra, sembra rimanere in piedi solo l’ipotesi di un governo con M5s e un gruppo di Responsabili o magari con la stessa Forza Italia, in quanto partito considerato centrista. D’altronde l’idea di un soccorso da Fi era stato ipotizzato anche da Goffredo Bettini prima che la crisi esplodesse. Resta tuttavia fra i Dem un’ala più vicina a Renzi (che fa capo al presidente dei senatori Marcucci) che non esclude una ricucitura con Italia viva.

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M5s compatto su Conte ma c’è il veto su Renzi

Il Movimento sembra essersi ricompattato sul premier Giuseppe Conte. Ma nelle dichiarazioni dei suoi esponenti (da Di Maio a Di Battista) c’è una pregiudiziale molto forte nei confronti di Matteo Renzi con il quale non sembra più ipotizzabile alcuna ricucitura. Di Maio, nell’evocare la “maggioranza Ursula” del Parlamento europeo, è sembrato aprire uno spiraglio verso il mondo centrista (ivi compresa Forza Italia) per un possibile conte ter appoggiato da un gruppo di Responsabili.

Da Italia Viva ok al Conte ter o a un altro premier ma con condizioni

Renzi non ha chiuso a Conte ma ha posto condizioni pesanti per il premier come il sì al Mes. L’ex premier ha poi detto che sarebbe favorevole anche a rientrare nella maggioranza che ha appena lasciato anche con un altro premier. Certo gli attacchi a Conte hanno lasciato il segno: l’avvocato è stato accusato di aver preso i pieni poteri, di vivacchiare e ora di non voler andare né in Parlamento né al Colle.

Forza Italia e le possibili aperture a un governo istituzionale

Sulla carta il centrodestra è unito nella richiesta di dimissioni di Conte e di elezioni subito ma in realtà Forza Italia frena sull’ipotesi urne. Silvio Berlusconi ha fatto sapere varie volte di essere favorevole all’ipotesi di un governo istituzionale. È poi verso Forza Italia che guarda Conte nel tentativo di trovare i voti necessari per sostituire quelli, venuti meno, di Italia viva. Il gruppo azzurro, che conta ben 54 senatori, tra cui anche i tre centristi dell’Udc Binetti, Saccone e De Poli, ha sempre negato di essere disponibile a fornire stampelle. Ma le trattative sembrano siano partite.

Lega e Fdi per il voto subito

Al momento sembrano convergere le linee di Lega e Fratelli d’Italia che chiedono all’unisono che Conte si presenti in Aula, che presenti le dimissioni e che Mattarella sciolga le Camere per andare al voto. Esclusa la possibilità di formare un governo con Conte (Salvini fu attaccato duramente dall’Avvocato alla fine del Conte uno), l’unico spiraglio potrebbe venire dalla Lega se Giorgetti convincesse Salvini della necessità di un governo istituzionale.

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