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Crisi profonda per l’auto in Europa, il primo trimestre perde il 30% dei volumi sul 2019

Alla carenza di componenti elettronici si è aggiunta la variabile guerra - Tra i primi gruppi automobilistici cresce soltanto Hyundai, che sfiora il 10% di quota di mercato

di Filomena Greco

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2' di lettura

Soffre ancora il mercato dell’auto in Europa nel mese di marzo, con cali a due cifre nei principali mercati – Spagna, Italia e Francia – mentre la Germania contiene il danno. Nel primo trimestre del 2022 calcola il Centro Studi Promotor le immatricolazioni sono state 2 milioni e 753.256, con un calo del 33,6% rispetto al 2019, periodo precedente alla crisi, in negativo anche rispetto all’anno scorso, del 10,6%.

A preoccupare gli operatori poi è il fatto che il mese di marzo ha registrato risultati in peggioramento rispetto ai mesi precedenti, con un calo del 36,4% sul 2019 e del 18,8% sul 2021.

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Il calo più forte nel primo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2019 lo fa registrare la Spagna (-48,1%), seguita da Regno Unito (-40,4%), Italia (-37,1%), Francia (-34%) e dalla Germania (-28,9%), paese che nel primo trimestre è calato del 4,6% rispetto all’anno scorso, meglio dunque della media registrata sul mercato europeo.

Tra i big corre solo Hyundai

Tra i principali gruppi automobilistici crescono soltanto le immatricolazioni di Hyundai, che registra un +9,8% nel mese di marzo e un +21,3% nel trimestre, migliorando la quota di mercato di oltre due punti e mezzo (9,8). Volkswagen e Stellantis perdono rispettivamente il 15,4 e il 21,7% nel trimestre rispetto a un anno fa, fanno eccezione soltanto Porsche per i tedeschi e il marchio Ds nella scuderia dei francesi. Toyota mantiene i volumi dell’anno scorso mentre tra le case con quote di mercato inferiore cresce Mazda.

Tra i pochi segnali positivi, come fa notare il Centro Studi Promotor, c’è la crescita in molti paesi dall'area delle immatricolazioni di vetture elettriche pure. «In Germania – segnala Promotor – per questo tipo di auto nel primo trimestre si registra un incremento del 29%, nel Regno Unito la crescita è addirittura del 78,7%, mentre in Italia vi è un calo del 14,9% dovuto in larga misura al ritardo nell’assegnazione degli incentivi».

Freni al mercato

Il mix tra diversi fattori – penuria di semiconduttori, produzione a singhiozzo, tempi lunghi di consegna e ricadute della guerra tra Russia e Ucraina – sta ulteriormente deprimendo un mercato che non riesce a rialzarsi. «Per avere un'idea più precisa della gravità della situazione basti pensare che proiettando il risultato del primo trimestre sull'intero 2022 – evidenzia Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor – si ottiene un volume di immatricolazioni pari a 10 milioni e 389.645 unità, con un calo di quasi di 5,5 milioni di auto rispetto al 2019».

Al momento i produttori non vedono alcun segnale di inversione di tendenza in una situazione complessa, caratterizzata da una crisi della domanda, per i postumi della pandemia, dell’offerta, per la carenza di microchip, a cui si aggiunge la contingenza pesante della guerra e la dinamica al rialzo dei prezzi di materie prime e carburanti.

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