ULTIMO GIORNO DI CONSULTAZIONI

Crisi, quali sono le richieste al Colle partito per partito

Nell’ultimo giorno di consultazioni, sono saliti al Quirinale prima il centrodestra e poi il M5s. Renzi ha aperto a un mandato esplorativo, ma a una personalità diversa da Conte

di Andrea Carli

Crisi di governo: ecco il calendario delle consultazioni

4' di lettura

Consultazioni, giorno tre. Ultimo giorno. Nel pomeriggio di venerdì sono saliti al Quirinale per confrontarsi con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella la delegazione del centrodestra e quella dei Cinque Stelle. Dopo lo strappo di Italia Viva con il ritiro da parte di Renzi delle ministre dall’esecutivo e la decisione di Conte di salire al Colle per rimettere l’incarico, il Capo dello Stato ha raccolto elementi e indicazioni per uscire al più presto dalla crisi. In serata Mattarella ha poi convocato il presidente della Camera Roberto Fico, a cui ha affidato il compito di verificare una maggioranza politica. Il presidente della Repubblica ha chiesto al presidente Fico di riferire entro martedì 2 febbraio.

Ecco, in estrema sintesi, le posizioni delineate dai principali player in occasione del faccia a faccia con il Presidente della Repubblica.

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Italia Viva congela Conte, prima chiarimento

Partiamo dalla forza politica che ha deciso di andare allo strappo, e di lasciare l’esecutivo di cui faceva parte: Italia Viva. A Sergio Mattarella Renzi ha detto no all'ipotesi di un incarico immediato a Giuseppe Conte per formare un nuovo governo subito. Il leader di Italia Viva non ha chiuso al Conte ter (ipotesi allo stato attuale della trattativa “congelata”) ma prima bisogna chiarire se Pd e M5s vogliono ancora Italia Viva in maggioranza. Il leader di Iv non ha posto un veto sul nome di Conte ma si è espresso a favore di un mandato esplorativo a una personalità terza per verificare se ci siano le condizioni per rimettere insieme la maggioranza. Un eventuale mandato esplorativo a una figura istituzionale (potrebbe essere il presidente della Camera Roberto Fico) potrebbe servire proprio a prendere ancora tempo e a riaprire il dialogo. Dopodiché tutte le strade saranno (e rimarranno) aperte. Renzi ha posto l’accento sui temi che dovranno costituire l’agenda del nuovo esecutivo. «Noi vogliamo portare il paese ad una discussione vera sul Recovery - ha detto -, sono 209 mld decisivi, se spesi male saranno debito cattivo come dice Draghi, se spesi bene saranno la soluzione alla crisi. Serve il Recovery quindi andare alle elezioni sarebbe un errore per l'Italia». Infine il leader di Italia Viva si è schierato contro la caccia ai “responsabili”.

Pd sostiene incarico a Conte

La delegazione de Pd ha ribadito il sostegno dei Dem al premier dimissionario che, anche nell'ultimo voto di fiducia, «si è rivelato punto di sintesi ed equilibrio avanzato». Il Pd ha anche posto l’accento sulla necessità di una «soluzione rapida» per uscire dal «momento buio», che pure il Pd «ha cercato di contrastare» in ogni modo. I Dem guardano ai senatori di Italia Viva, nell’attesa che tra i renziani qualcuno decida di staccarsi dal leader e fare ritorno alla casa madre.

Leu: continuare con Conte e allargare

A Mattarella la delegazione di Leu ha detto di essere disponibile a proseguire l’esperienza di governo con Conte, fondata sull'alleanza tra M5S, Pd,e Leu come nel 2018 e ha espresso l’auspicio che possa allargarsi a chi crede nei valori costituzionali e in una Ue solidale.

Bonino: no Conte Ter, ok maggioranza Ursula

In occasione del colloquio con il capo dello Stato Emma Bonino, salita al Quirinale con la delegazione di Più Europa e Azione, ha spiegato di non essere a favore di un Conte ter ma ha chiesto un “governo Ursula”, quindi una maggioranza composta da partiti conservatori e progressisti, come quella che ha permesso la conferma della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Da Autonomie, Europeisti e gruppo Misto sostegno a premier uscente

Le autonomie e le minoranze linguistiche, il neonato gruppo degli Europeisti e la presidente del gruppo Misto del Senato Loredana De Petris hanno sostenuto l'appoggio a un Conte ter definendo il premier dimissionario un «punto di equilibrio».

M5s: partire da questa maggioranza, Conte premier

Nel colloquio con il Capo dello Stato la delegazione M5s ha confermato l’appoggio a Conte. Serve un accordo politico sulla base del perimetro della maggioranza che ha governato 17 mesi, è stato il messaggio recapitato al Presidente: nessun veto da parte dei Cinque Stelle al ritorno di Italia Viva nella maggioranza, dunque. E nessun accenno alla questione dei “responsabili”. «Al presidente Mattarella - ha spiegato il capo politico M5s Vito Crimi - abbiamo reso la nostra disponibilità ad un confronto con chi ha a cuore l'interesse del Paese, per un governo politico a martire dalle forze di maggioranza attuali ma con un patto di legislatura. L'unica persona in grado di presiedere questo governo, per il M5S è Giuseppe Conte. Si può accettare che ci siano veti o personalismi? Oppure è il momento della responsabilità e di fare un passo avanti e farlo tutti insieme?».

Centrodestra: nessun appoggio a Conte, pronti al voto

La delegazione unitaria del centrodestra ha confermato al Capo dello Stato la richiesta di valutare l'ipotesi di scioglimento delle Camere e del ricorso ad elezioni. «Abbiamo espresso preoccupazione per questo governo incapace - ha detto il leader della Lega parlando a nome di tutto il centrodestra al termine dell’incontro -: serve soluzione rapida. Abbiamo riproposto al Presidente la richiesta di elezioni. Quindi un governo con programma coeso e maggioranza solida. Piena disponibilità a collaborare su provvedimenti utili a italiani. No ad appoggio di questa maggioranza».«Tutti i componenti della delegazione - si legge in una nota fatta circolare al termine della consultazione - hanno escluso la possibilità di qualsiasi appoggio alla riedizione della stessa maggioranza, che sta tenendo in ostaggio il Paese da settimane e che sarebbe ancor più debole qualora fosse garantita da singoli voltagabbana». «Tutti i componenti - ha concluso Salvini - si sono riservati, ove non si andasse a elezioni, di valutare con il massimo rispetto ogni decisione che spetta costituzionalmente al Capo dello Stato all'esito delle consultazioni in corso». Poi, in serata, la decisione del presidente Mattarella di conferire a Fico il mandato esplorativo «volto a verificare la prospettiva di una maggioranza parlamentare a partire dai gruppi che sostenevano il precedente governo», come ha spiegato lo stesso presidente della Camera. Fico dovrà verificare se ci sono le condizioni per ricucire con Renzi, dopo che sia dal Pd sia da M5s non è giunto un veto a Italia Viva.

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