gli scenari possibili

Crisi, resa dei conti in Senato: 3 ipotesi su cosa succederà martedì

Il premier in carica si dimette. Anzi, no: la Lega vota a sorpresa la risoluzione M5S. Anzi, no: il Movimento non presenta alcuna risoluzione. Tre scenari possibili su quella che si preannuncia la lunga giornata di Palazzo Madama

di Mariolina Sesto


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(Agf)

2' di lettura

I riflettori sono puntati su Giuseppe Conte. Toccherà al premier, martedì 20 agosto alle 15, la prima mossa in questa complessa partita a scacchi in cui si è trasformata la crisi del governo giallo-verde. In Senato terrà le sue comunicazioni, come deciso dall’aula di Palazzo Madama la scorsa settimana con i voti di Pd, M5S e Autonomie. Dopo le dichiarazioni di Conte, la crisi potrà prendere strade diverse a seconda di ciò che il premier deciderà di fare. Al momento, l’ipotesi più probabile è che annunci le sue dimissioni al capo dello Stato e salga direttamente al Colle.

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Ipotesi dimissioni di Conte
Difficile dire quali saranno i toni del discorso del premier. Le lettere di fuoco sui migranti scambiate con Salvini lasciano pensare a parole dure nei confronti del leader leghista. Conte, dopo il gesto di Salvini dell’8 agosto, potrebbe considerare ormai esaurita l’esperienza di governo giallo-verde (anche se il ministro dell’Interno domenica 18 agosto ha alluso alla possibilità di risedersi al tavolo con M5S, preannunciando tra l’altro un suo intervento in aula nella seduta del 20). La conseguenza diretta sarebbe così quella di salire al Colle per dimettersi senza aspettare un dibattito parlamentare né la presentazione e la votazione di eventuali risoluzioni.

Possibili (ma meno probabili) le risoluzioni
C’è anche la possibilità che i partiti presentino delle risoluzioni in aula. Il Movimento 5 stelle ha già detto che potrebbe presentare una risoluzione di sostegno al presidente del Consiglio. La Lega, che in un primo momento aveva fatto balenare l’idea di presentare una risoluzione contro Conte, non sembra più essere intenzionata a farlo. A questo punto cosa succederebbe? La risoluzione potrebbe essere votata da M5s e Lega, rilanciando la maggioranza giallo-verde. Per questo motivo, se Conte riterrà superata l’esperienza di governo (così come ufficializzato domenica dallo stato maggiore dei Cinque Stelle), bypasserà il voto sulle risoluzioni salendo direttamente al Colle. In questo scenario, è possibile che lo stesso M5S decida di non presentare alcuna risoluzione.

L’effetto sul taglio dei parlamentari
Se Conte martedì si dimettesse, salterebbe il voto sul Ddl costituzionale sul taglio dei parlamentari calendarizzato alla Camera per giovedì 22. Anche questo, probabilmente, farà pesare Matteo Salvini nel suo discorso al Senato. Con un governo dimissionario, infatti, giocoforza i lavori delle Camere si bloccano. Se ne riparlerà quando ci sarà il nuovo governo. Sempreché la nuova maggioranza trovi l’accordo per votare la legge.

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