ritirata la mozione di sfiducia

Crisi scongiurata in Irlanda, si dimette la vicepremier

di Michele Pignatelli

La vicepremier irlandese Frances Fitzgerald, dimissionaria

2' di lettura

L’Irlanda evita la crisi a poche ore da una mozione di sfiducia che avrebbe fatto crollare il governo di minoranza e costretto a elezioni anticipate, alla vigilia di un Consiglio Ue su Brexit che la vede fondamentale parte in causa.

La soluzione all’impasse, dopo cinque giorni di trattative serrate, è arrivata con le dimissioni della vicepremier Frances Fitzgerald che il Fianna Fail – il principale partito di opposizione, sul cui appoggio però si regge il governo di minoranza del Fine Gael – poneva ormai come condizione imprescindibile per ritirare la mozione che avrebbe dovuto essere votata in serata. La posizione di Fitgerald - accusata di non essersi opposta, quando era ministro della Giustizia, a una campagna diffamatoria contro un sergente della polizia che aveva fatto emergere uno scandalo di corruzione – si era aggravata lunedì sera con la diffusione di nuovi documenti. A quel punto anche dentro il suo partito, il Fine Gael, si sono moltiplicate le pressioni affinchè si dimettesse, sebbene pubblicamente la vicepremier sia stata sostenuta fino all’ultimo, anche dal premier Leo Varadkar.

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Lo scontro rischia di lasciare strascichi nei rapporti tra Fine Gael e Fianna Fail e rende più probabile il ritorno alle urne prima del tempo. Tuttavia, s congiurato il rischio immediato di voto anticipato, il governo irlandese può tornare a concentrarsi sui negoziati su Brexit. Come è noto, uno dei tre nodi su cui Unione europea e Regno Unito devono trovare un’intesa per passare alla fase due dei negoziati – gli altri due sono conto del divorzio e diritti dei cittadini comunitari - è la questione del confine tra le due Irlande, che diventerà l’unica frontiera terrestre tra Ue e Gran Bretagna il 29 marzo del 2019.

Dublino, sostenuta da Bruxelles, vuole un’assicurazione scritta che non si tornerà a un “hard border”, una frontiera con controlli e checkpoint per persone e merci che creerebbe pesanti ripercussioni economiche e farebbe rivivere i fantasmi degli scontri trentennali tra protestanti unionisti e nazionalisti cattolici; se non dovesse ottenerla, ha minacciato di porre il veto al Consiglio Ue del 14-15 dicembre in cui i 27 dovranno approvare un’intesa tra Londra e Bruxelles.

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