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Crisi subprime / Stanley O'Neal, Merrill Lynch

(ASSOCIATED PRESS)

Stan O' Neal, classe 1951, banchiere afroamericano, era (dal 2003) amministratore delegato e presidente di Merrill Lynch negli anni della bolla e degli investimenti pazzi che hanno portato alla crisi dei mutui. O’ Neal fece lievitare gli utili della banca d'affari americana puntando sui derivati legati ai mutui subprime. Nel giugno del 2006 Merrill Lynch aveva 41 miliardi di dollari di sofferenze in pancia. Quando la crisi è scoppiata, la banca americana ha rischiato la bancarotta come Lehman e Bear Stearns. Sei mesi prima del fallimento di Bear Stearns, Merril aggiunse decine di milioni di dollari di titoli rischiosi in bilancio, mentre le altre banche americane fiutato il vento cominciavano a ridurre l'esposizione. O'Neil in quel periodo, narrano le cronache finanziarie, sempre più isolato anche all'interno della sua stessa azienda, protetto dai body guard, passava le giornate a giocare a golf, da solo. Merrill Lynch è stata salvata dalla Bank of America guidata da Kenneth Lewis grazie agli aiuti statali della Fed e del Tesoro americano. Quando O'Neil fu costretto a lasciare Merrill Lynch nel settembre del 2007, aveva portato la società vicina al fallimento. Tuttavia il manager potè contare lo stesso su una sostanziosa buonuscita di 160 milioni di dollari per il suo lavoro. E poi?… E poi cadde in piedi: oggi O’Neal siede nel consiglio di amministrazione di Alcoa, il gigante Usa dell'alluminio di cui si è parlato molto qualche anno fa per lo smantellamento dell'impianto di Portovesme, in Sardegna, dopo aver ricevuto in 15 anni oltre 3 miliardi di euro di aiuti di Stato. Il lupo perde il pelo…

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