I consigli di Altroconsumo

Crisi ucraina: 10 mosse per affrontare l’aumento di alimenti, bollette e carburante

Di fronte alla corsa dei prezzi che, anche a seguito della crisi in Ucraina, ha interessato beni che appartengono al quotidiano delle famiglie, può essere utile tenere a mente alcuni semplici accorgimenti

di Andrea Carli

Energia, esperto: "Subito risparmio consumi e poi rinnovabili"

8' di lettura

La crisi in Ucraina e il conseguente isolamento economico della Federazione russa ha determinato un aumento generalizzato dei prezzi. A cominciare da quelli alimentari: dietro, secondo la Coldiretti, ci sarebbe l'esplosione dei costi di produzione, dall’energia ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame. Il prezzo del grano, tanto per rendere l’idea, è balzato del 38,6% in una settimana dall’inizio della guerra ma ad aumentare del 17% e stato anche il prezzo del mais e del 6% quello della soia destinati all’alimentazione degli animali negli allevamenti.

E poi ci sono i carburanti: benzina e gasolio, ha messo in evidenza Quotidiano Energia, sono a un passo dai 2,3 euro al litro nel servito.Per la benzina il prezzo medio è a 2,275 euro/litro (ieri 2,216) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 2,222 e 2,378 euro/litro (no logo 2,181). La media del gasolio sale a 2,270 euro/litro (ieri 2,172) con i punti vendita delle compagnie con prezzi compresi tra 2,246 e 2,359 euro/litro (no logo 2,186). I prezzi del Gpl hanno leggeri assestamenti all’insù: da 0,871 a 0,894 euro/litro (no logo 0,870). Il prezzo medio del metano auto è ancora in forte crescita e si posiziona tra 1,955 e 2,366 (no logo 2,229).

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Infine, le bollette di luce e gas. Qui il problema si è manifestato già prima della guerra. Nel 2021 la spesa annuale «per la bolletta elettrica per la famiglia tipo è stata di 631 euro, +30% rispetto al 2020, mentre la spesa annuale per la bolletta del gas è stata di 1.130 euro, +15% rispetto al 2020», ha ricordato io presidente di Arera, Stefano Besseghini, a fine febbraio in una audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori.

Le 10 mosse di Altroconsumo per non farsi mettere all’angolo dal caro prezzi

La spirale generata dal conflitto alimenta l’incubo della stagflazione, mix micidiale caratterizzato da alta inflazione e bassa crescita. In questo quadro, contro la corsa dei prezzi alcune soluzioni possono garantire qualche risparmio. Eccone dieci, suggerite dall’associazione dei consumatori Altroconsumo.

1. Risparmia con i prodotti non di marca, senza rinunciare alla qualità

La qualità non è solo nei prodotti di marca, spesso più costosi. Recentemente Altroconsumo ha analizzato i risultati degli ultimi test per vedere come sono andati i vari tipi di prodotti (di marca, private label e a marchio del discount). Sono stati presi in considerazione i 299 prodotti venduti nella grande distribuzione che, tra luglio 2019 e luglio 2021, hanno ottenuto i risultati migliori (si va dalla pasta al tonno, dai detersivi alle creme, fino al cibo per cani). Focalizzando l’attenzione sui prodotti che si hanno ottenuto il titolo di “Miglior Acquisto” - cioè i prodotti che uniscono un buon prezzo a una qualità almeno buona - nel 45% dei casi si è trattato proprio di prodotti con il marchio del discount. Anche i prodotti private label, cioè con il marchio commerciale della catena, ottengono buoni risultati nei test solitamente costano meno.

2. Preferisci il discount o scegli bene la catena e il punto vendita meno caro

L’ultima indagine promossa da Altroconsumo sui supermercati ha confermato che è il discount il re del risparmio: le prime otto posizioni della classifica con la spesa più economica in assoluto sono state occupate da questo tipo di catene, che – nel tempo - hanno visto anche una modernizzazione dell'offerta: maggiore scelta e punti vendita più curati. Considerando che la spesa media delle famiglie al supermercato è stata di circa 6.800 euro nel 2020, è stato calcolato che in media le famiglie italiane potrebbero risparmiare fino a un massimo di 1.700 euro all'anno sulla spesa passando ai prodotti più economici del discount. Anche se si preferisce la spesa di marca al supermercato è possibile risparmiare parecchio scegliendo la catena giusta e il punto vendita più economico della propria città.

Quanto alle catene - passando alle insegne più convenienti individuate - l’associazione dei consumatori ha calcolato un risparmio che può arrivare a 1.400 euro circa all'anno per una famiglia di 4 persone. Quanto al punto vendita nella propria città (sono 700 quelle visitate), il risparmio sulla spesa annua può arrivare fino al 20% scegliendo il punto vendita più economico invece di quello più caro. Risparmi così elevati sono possibili però soprattutto nelle città del Nord-Est, mentre il dato cala drasticamente nelle città dove c'è meno concorrenza tra punti vendita, tutte al Centro Sud. Potenza, Pesaro, Pistoia, Sassari, Reggio Calabria, Foggia, sono le città in cui è stato rilevato un risparmio annuo di circa il 2%: anche cambiando supermercato i prezzi restano sempre allo stesso livello e comunque piuttosto cari. Infine, qualche diritta per chi si reca al mercato rionale: verificare i prezzi esposti, valutare diverse bancarelle, comprare prodotti di stagione magari puntando a cassette da dividere con altre famiglie o coi vicini. Spesso ci sono banchetti con poca scelta ma prezzi particolarmente convenienti su quegli articoli (non tutti i frutti e tutte le verdure, ma solo pochi tipi).

3. Impara a leggere la bolletta e a tenere sott’occhio i costi

La bolletta non va solo pagata, va anche letta: quanto consumiamo? Che prezzi ci applicano? Le informazioni, generalmente, sono nella seconda pagina delle bollette. Le forniture di luce e gas sono servizi essenziali, ma ormai molto costosi: è opportuno tenerli sotto controllo. Può essere utile verificare i prezzi almeno una volta all'anno, usare le informazioni della bolletta per usare i calcolatori online e vedere cosa conviene di più per il nostro tipo di consumo.

4. Impara a cambiare provider di energia quando non è più conveniente

La strada da percorrere è quella che passa per l'elaborazione di preventivi per luce e gas, un po’ come accade per la Rc auto). L’obiettivo è valutare le offerte ed, eventualmente, cambiare fornitore. Alcuni dicono che è un processo lungo. È vero, ma mai come ora, però, ne vale la pena, viste le spese in arrivo. tuttavia se ci chiamano al telefono per cambiare, mai cambiare d'impulso. Dobbiamo essere sempre noi a scegliere. Facciamoci inviare le condizioni contrattuali, usiamo documenti allegati, come la scheda sintetica, per valutare la stima della spesa annua prevista da una determinata offerta. Con tali informazioni potremo poi fare un confronto con altre offerte e scegliere in autonomia.

5. Non eccedere con il riscaldamento in casa

È buona norma limitare le temperature in casa a 20 °C nella zona giorno e a 16-18 °C nella zona notte. Riducendo di un grado la temperatura si risparmia circa l'8% della spesa in bolletta. Considerando un consumo di 1.100 metri cubi di gas si tratta mediamente di ben 120 euro all’anno per ogni grado in meno.

6. Usa gli elettrodomestici nella maniera corretta

Il primo passo per risparmiare sulla bolletta della luce è utilizzare gli elettrodomestici nel modo corretto. Partiamo dal forno: consuma molto (quello a gas un po’ meno), ma se si fa una cottura combinata con fornelli o microonde si risparmia su tempi e bolletta; in alternativa è possibile valutare l’acquisto di un modello combinato. Vanno evitati i modelli più ingombranti, di larghezza 90, perché per scaldarli si usa il 150% di energia in più rispetto al modello da 60 cm. Il forno non va messo accanto al frigo e va pulito periodicamente (così non c’è bisogno di ricorrere a funzioni di pulizia che sono molto energivore). Si può sfruttare il calore latente o spegnere il forno 15 minuti prima che sia finito il tempo di cottura. È utile lasciare la teglia nel forno caldo fino a che il piatto non sarà pronto. Secondo elettrodomestico: la lavastoviglie. È opportuno usarla a pieno carico utilizzando il lavaggio eco anche se è più lungo. Se si ha fretta, utilizzare un programma normale, ma con temperature più basse ed escludere l'asciugatura (estremamente energivora). Frigorifero. Ecco le proposte: non inserire cibi caldi ed evitare di stare spesso con il frigo aperto (quando si sistema la spesa va usata se disponibile funzione dedicata). In più tenere il frigo ordinato garantisce migliori prestazioni perché circola più aria. E se il frigo non è un no frost, va sbrinato regolarmente il freezer. Lavatrice: anche in questo caso va usata sempre a pieno carico; scegliere temperature basse (30-40 °C) dato che i detersivi per il bucato sono efficaci e il programma eco. È utile inoltre verificare i consumi reali della lavatrice perché spesso la classe energetica dichiarata non va di pari passo con il reale profilo di utilizzo. Climatizzatori: vanno impostati a una temperatura non inferiore ai 6 gradi rispetto a quella dell'ambiente esterno. Se l'afa e l'umidità sono notevoli, ricorrere alla modalità deumidificatore (va effettuata una manutenzione periodica).Riempiendo e facendo lavorare a pieno carico i grandi elettrodomestici e quindi riducendo il numero di lavaggi si può risparmiare circa un euro al mese per ogni apparecchio. Tra lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie si tratta di circa 36-40 euro all'anno.

7. Scegli lampadine che consumano meno e quelle più indicate per ogni stanza

Lo sai che se compri la lampadina giusta puoi risparmiare sulla bolletta della luce? Ecco quali sono i 4 tipi di lampadine in commercio. Led: hanno bassi consumi, durano molto e sono quelle che consumano meno di tutte (spesa annua media di due euro per 1.000 ore). Alogene: emettono un colore simile alla luce naturale, ma consumano molto, (spesa annua media di 8 euro per 1.000 ore). Smart: in genere sono Led e hanno molte funzioni in più, come per esempio il telecomando, ma, anche se consumano poco, sono costose. Tubi, circoline e fluorescenti: sono efficienti e durature, anche se meno rispetto alle Led, ma ci mettono un po’ a scaldarsi (spesa annua media di 1,40 euro per 1.000 ore). Anche se si hanno lampadine efficienti, va spenta la luce quando non serve e sempre quando si esce dalla stanza, non è vero che le lampadine si danneggiano e risparmierai energia.

8. Preferisci la modalità “self” a quella “servito”

Potendo scegliere, la modalità self è sempre meno cara del servito, sia per benzina sia per gasolio. A titolo di esempio, il prezzo medio rilevato nella provincia di Prato è il caso in cui il differenziale a favore del self è massimo ed è del 9% circa.

9. Non fare rifornimento in autostrada e guarda sempre i prezzi esposti

Il prezzo medio in autostrada è sempre superiore al prezzo medio praticato nelle stazioni cittadine o sulle grandi strade non autostradali. In ogni caso, il mercato dei carburanti è un mercato locale e quindi bisogna valutare caso per caso. Ad esempio, le “pompe bianche” sono sinonimo di convenienza; tuttavia l'analisi Altroconsumo conclude che non sempre è così. Ci sono province in cui il prezzo medio per le pompe bianche è inferiore al prezzo medio generale (con risparmi anche del 4% circa), in altre, invece, il prezzo medio generale è inferiore rispetto al prezzo medio specifico delle pompe bianche. Per questo è sempre importante scegliere controllando i prezzi esposti.

10. Tieni l’auto in condizioni ottimali. Fai manutenzione

La manutenzione periodica suggerita dalla casa costruttrice, anche dopo il periodo di garanzia, consente di mantenere l'efficienza del motore e a minimizzare i consumi. In particolare se i componenti essenziali del sistema di accensione, iniezione ed alimentazione non lavorano in perfetta efficienza i consumi possono aumentare anche del 10-20%. Ecco qualche dritta, anche su questo punto. Filtri aria: devono essere cambiati o puliti periodicamente. L'intasamento del filtro causa incremento dei consumi fino al 10%). Olio: la sostituzione periodica è fondamentale per la vita del motore. Non sempre a sigla maggiore delle specifiche qualitative corrisponde un lubrificante di qualità migliore per tutte le auto: seguire quindi scrupolosamente le indicazioni del libretto d’uso e manutenzione (anche per quanto riguarda la viscosità) per scegliere il tipo d’olio da impiegare. Va cambiato tenendo conto delle indicazioni della casa produttrice (in generale ogni 20–30 mila km): è inutile cambiarlo più spesso. Va verificato il livello almeno ogni 6 mesi, un consumo eccessivo richiede una verifica da parte del meccanico. L'olio ha potere lubrificante e pulente, la riduzione dei consumi con una corretta manutenzione è pari a circa il 1-3%. Emissioni: occorre controllare le emissioni, sono il primo indice di una carburazione non ottimale. Un'auto con emissioni fuori dalla norma ha in media un consumo di carburante aumentato del 4-5%, ma l'incremento dei consumi dipende fortemente dal tipo di problema. Se il sensore ossigeno è danneggiato oltre al problema dell'inquinamento i consumi possono aumentare fino al 40%. Pneumatici: sono importantissimi per la sicurezza, ma oltre al problema di sicurezza non tutti sanno che un pneumatico sgonfio, o meglio con un valore di pressione inferiore a quello ottimale, fa consumare di più e abbrevia la vita del pneumatico stesso. I pneumatici perdono “naturalmente” pressione per un valore di 0.2 bar ogni 2 o 3 mesi e altrettanto per l'abbassamento di ogni 10 gradi di temperatura. L’ 85% di tutte le perdite significative di pressione sono rappresentate da “piccole” perdite, diluite in periodi di ore, giorni o mesi e quindi non facilmente ed immediatamente identificabili. Il consumo di carburante aumenta dell’ 1-2% ogni 0.2 bar di sottogonfiaggio. È importante controllare periodicamente anche la convergenza per evitare inutili sprechi di carburante. Quando è possibile, lasciare l’auto e utilizzare mezzi più leggeri (moto, scooter, bici), magari elettrici. O, se il tempo a disposizione e le distanze lo consentono, andare a piedi.

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