L’assemblea di Confindustria Salerno

Crisi Ucraina, Bonomi: 447 imprese italiane in Russia, abbandonate

Il presidente dell’associazione datoriale ha parlato di una tempesta perfetta e ha sottolineato l’importanza di far crescere il Mezzogiorno

di Vera Viola

Confindustria: "da guerra nuovi squilibri, rischi Pil"

3' di lettura

«Per il Pnrr le competenze sono essenziali. E questa è la giusta strada», afferma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenuto a Salerno all’assemblea annuale della Confindustria territoriale. Un appuntamento che ritorna in presenza dopo due anni e che mette sul tavolo della discussione il tema “Il nodo delle competenze, strumenti e strategie per un'occupabilità sostenibile e responsabile”.

Siamo in una tempesta perfetta, sul Pil sembra un perverso gioco dell’oca

«Siamo in una tempesta perfetta - ha aggiunto Bonomi - ci stavamo riprendendo con un rimbalzo importante da quando c’è stato il lockdown del Covid. E purtroppo ci siamo trovati con una guerra, anche se il rallentamento era già arrivato prima della guerra. Era da settembre che dicevamo che avremmo avuto un periodo difficile e i dati della produzione da dicembre in poi già avevano il segno meno. È ovvio che il rincaro della energia, iniziato prima della guerra, e il rincaro delle materie prime stanno incidendo in maniera molto forte. Purtroppo questa settimana abbiamo già avuto le prime sospensioni di attività. Noi abbiamo chiesto al governo degli interventi urgenti». «Non dimentichiamo - ha continuato il leader degli industriali - che comunque, anche se avessimo recuperato i livelli di Pil pre-Covid saremmo stati quattro punti di Pil sotto il 2008, un Paese che dopo 14 anni non aveva ancora recuperato la crisi del 2008-2010. Sembra quindi un perverso gioco dell’oca. Nonostante tutti i nostri sforzi ritorniamo sempre all’inizio».

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447 imprese italiane in Russia, abbandonate

Sul tema della crisi tra Federazione russa e Ucraina, il presidente di Confindustria ha ricordato che ci sono «447 imprese italiane che operano in Russia, un fatturato di 7,4 miliardi, uno stock di investimento di oltre 11 miliardi, di cui nessuno parla. Imprese abbandonate a se stesse. Nessuno sta pensando a loro».

Per l’Italia la partita del Mezzogiorno è fondamentale

Bonomi ha chiarito anche l'importanza di far crescere il Mezzogiorno. «È fondamentale - ha aggiunto - la partita del Mezzogiorno per l’Italia. L'Italia ha due grandi partite, Roma e il Mezzogiorno, qua si gioca la sfida del futuro del paese. Quindi dobbiamo essere tutti concentrati per creare le condizioni necessarie perché ci sia uno sviluppo molto forte e uno sviluppo che però abbia come focus giovani, donne e lavoratori a tempo determinato, che sono quelli che nelle crisi hanno sempre sofferto di più e nell’ultima crisi ancora in misura maggiore».

Il nodo delle competenze

Il nodo delle competenze è uno dei principali freni alla ripresa post covid. l mercato del lavoro sembra proiettato in una dimensione di ottimistica ripresa di cui diventa indispensabile, però, anticipare la direzione - analizza il presidente di Confindustria Salerno Antonio Ferraioli, ad di La Doria - . Resta un solido nodo da sciogliere per ritrovare un sentiero di crescita sostenibile finanziariamente, socialmente ed ecologicamente: i due terzi delle imprese che hanno deciso di ampliare il proprio organico segnalano difficoltà a reperire le risorse adatte all'offerta di lavoro». Ferraioli ne parla con dati alla mano. «Difficoltà molto sentite in Italia dal 63,9% delle microimprese, dal 66,7% delle piccole, dal 58,2% delle medie e dal 50,1% delle grandi 50,1%, secondo l'Istat». In altre parole, per il presidente salernitano, se in Italia sono 400mila i posti che rimangono vacanti, in Campania si parla di decine di migliaia e dei due terzi delle imprese che, sebbene siano pronte ad assumere, non trovano i profili richiesti.

Servono strategie comuni tra pubblico e privato

Gli imprenditori richiamano sul tema la politica e le università, il pubblico e il privato poiché auspicano strategie comuni. All'incontro hanno partecipato anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, il rettore dell'Università di Salerno, Vincenzo Loia, il presidente della Luiss, Enzo Boccia, il presidente delle università Pegaso e Mercatorum, Danilo Iervolino.


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