Fronti caldi

Summit democrazia, Biden: «Agire contro autoritarismi e per protezione diritti umani»

Oggi colloquio tra presidente usa e leader ucraino Zelenskyy. Mentre si avvia il forum per la democrazia la Camera Usa approva legge contro lavoro forzato in Cina

Il presidente Usa avverte Putin: "Se attacca l'Ucraina ci saranno conseguenze come non ha mai visto prima"

3' di lettura

«Dobbiamo agire contro gli autoritarismi e per la protezione dei diritti umani. Restare fermi non è un’opzione»: lo ha detto Joe Biden aprendo il summit per la democrazia in svolgimento giovedì quando è in programma anche un colloquio con il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy. Dopo il confronto virtuale con il presidente russo Vladimir Putin, sul tavolo ci sono questioni molto delicate da far digerire a Kiev. Dopo aver parlato con Zelenskyy, Biden ha anche in programma di informare i leader di nove membri della Nato nell’Europa orientale e si è confrontato nuovamente con Italia, Francia, Germania e Regno Unito: un passaggio previsto, nell’ambito del coordinamento di fronte alle crescenti minacce russe al confine ucraino.

Il summit per la democrazia

Dal Summit per la democrazia sono stati esclusi la Russia e la Cina cui sembra proprio riferirsi indirettamente Joe Biden, indicando tra le priorità «combattere la corruzione, difendere la libertà dei media e i diritti umani». Dopo aver deciso il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali di Pechino – cui hanno aderito anche Australia, Canada e Regno Unito – gli Usa continuano il loro pressing sul rispetto dei diritti umani in Cina: la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge che impedirà le importazioni di beni frutto del lavoro forzato degli uiguri nella regione cinese dello Xinjiang.

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La Legge di prevenzione dei lavori forzati degli uiguri è stata approvata con 428 voti a favore e uno contrario. Per la Speaker Nancy Pelosi, «il Congresso manda un messaggio chiaro: il genocidio degli uiguri da parte del governo cinese deve finire ora».

«È necessario investire in democrazia in tutto il mondo» ha detto il presidente Usa, perché «oggi le sfide globali sono più complesse che mai e per questo è necessario agire insieme». Biden ha sottolineato che la sua amministrazione ha sempre fatto sentire la propria voce quando c’è stata la violazione di diritti umani da parte di governi o istituzioni.

Kiev nella Nato non all’ordine del giorno

Tornando al fronte russo-ucraino, da un lato il presidente Usa ha minacciato sanzioni pesantissime e mai viste nel caso in cui Mosca dovesse invadere l’Ucraina. Ma l’azione diplomatica più delicata – di qui il confronto con i partner Nato – sarà, da un lato, far capire chiaramente a Kiev che un ingresso nell’Alleanza atlantica non è all’ordine del giorno, dall’altro che la stessa Ucraina dovrà fare delle concessioni sull’autonomia delle aree orientali del paese ormai nelle mani dei separatisti da anni. Inoltre, sembra da escludere totalmente l’eventualità dell’invio di truppe Usa sul suolo ucraino.

Diplomazia complessa

Biden, insomma, si sta muovendo su un complesso terreno diplomatico con l’obiettivo di raffreddare un fronte ora estremamente caldo, dopo le segnalazioni di intelligence e le denunce di Zelenskyy circa la decisione russa di ammassare truppe al confine con l’Ucraina.

Come sottolineano alcuni analisti, l’Ucraina –che ha profondi legami culturali e storici con la Russia – negli ultimi anni ha cercato una più stretta integrazione con l’Occidente e punta all’adesione alla Nato. Tuttavia l’Alleanza pur avendo aperto alla possibilità in questa direzione non ha fissato una tempistica, e questo anche prima dell’attuale crisi.

Status quo delicato

Il presidente russo Putin ha più volte ribadito che l’Ucraina nella Nato sarebbe una minaccia inaccettabile per la Russia. E questo lo sanno bene anche gli Stati Uniti e gli altri paesi membri dell’Alleanza: in fondo tutti sono consapevoli che modificare lo status quo oltre a essere estremamente pericoloso è anche pressoché impossibile senza gravi conseguenze. Così, l’appoggio occidentale si è sviluppato soprattutto nel sostegno fornito per rendere più efficaci le difese e le capacità militari di Kiev dopo l’annessione della Crimea da parte di Mosca e gli scontri con le forze separatiste nella regione del Donbass.

Come riporta l’agenzia Ap, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha sottolineato in un briefing alla Casa Bianca dopo la telefonata di Biden con Putin che «continuerà la fornitura di assistenza difensiva all’Ucraina».

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