Allerta sicurezza

Crisi Ucraina: dal golden power all’antivirus Kaspersky, l’Italia alza lo scudo

Nel decreto dovrebbero però entrare due voci dai costi limitati, cioè l’eliminazione dell’antivirus russo Kaspersky dalla P.a. e il rafforzamento del golden power

di Andrea Carli

Contromisure italiane sulla cyber sicurezza, resta il nodo del gas

3' di lettura

L’operazione militare promossa dalla Federazione russa contro l’Ucraina ha aumentato anche in Italia il livello di allerta sulla sicurezza. Con un duplice filone: il golden power, ovvero i poteri speciali che possono essere esercitati dal Governo per salvaguardare gli assetti proprietari delle società che operano in settori considerati strategici e di interesse nazionale e il bando dei software russi, che potrebbero mettere a repentaglio l’operatività dei sistemi informatici della pubblica amministrazione o delle istituzioni della Repubblica, o anche delle forze di sicurezza. In entrambi i casi le soluzioni necessitano di coperture finanziarie contenute.

Il dossier golden power è decisamente all’attenzione dell’esecutivo. Nel pomeriggio di mercoledì 16 marzo si è svolta a Palazzo Chigi una riunione. All’incontro hanno partecipato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, i ministri Daniele Franco, Vittorio Colao e Giancarlo Giorgetti, il ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta. Sul tavolo, appunto, il tema del rafforzamento del golden power. Presenti anche il nuovo vicedirettore del Dis Alessandra Guidi, la vice dg dell’Agenzia per la cybersicurezza Nunzia Ciardi. Si delinea una riscrittura delle norme.

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Ucraina: verso rafforzamento Golden power, faro su 5G

In particolare, secondo quanto si è appreso da fonti di governo, per quanto riguarda il Golden power il decreto per fronteggiare l’impatto della crisi in Ucraina - atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì 18 marzo, anche se non è escluso che sia all’esame del governo già giovedì 17 marzo, insieme alla road map per le riaperture dopo le misure restrittive adottate per contenere i contagi Covid - dovrebbe portare a regime l’attuale campo di azione, esteso durante la pandemia Covid dall’esecutivo precedente, con il posizionamento dell’”ombrello” ad altri comparti industriali, ma anche dare maggiori possibiltà di controllo alle amministrazioni sulle operazioni aziendali sul 5G. A porre l’accento sulla necessità di estendere il Goden power è stato anche il Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Garofoli: nel momento attuale alcuni aspetti vanno ridefiniti

Intervenendo all’incontro “Il Policy advice italiano: caratteristiche e prospettive”, organizzato dalla Scuola nazionale dell’amministrazione, Garofoli ha spiegato: «Pensiamo ancora, tra i temi da affrontare, a quello del golden power. In un momento di fortissima tensione e incertezza internazionale, il delicato equilibrio tra l'esigenza di attrarre capitali stranieri e quella di mantenere il controllo su operatori strategici in alcuni settori economici vitali va perseguito ridefinendo alcuni aspetti e al contempo assicurando una maggiore adeguatezza delle strutture amministrative preposte».

Governo a Regioni: sistemi Pa non dipendano da software russi

L’altra faccia della medaglia sicurezza è il nodo software. Nel decreto atteso venerdì in Cdm dovrebbe entrare anche l’eliminazione dell’antivirus russo Kaspersky dalla Pa. È attesa in particolare una norma che consenta alle pubbliche amministrazioni di non utilizzare più l'antivirus Kaspersky e altre piattaforme russe. Che si vada in quella direzione lo dimostra peraltro quanto è avvenuto durante un incontro tra il Governo e le Regioni, dove hanno partecipato, tra gli altri, il ministro Gelmini, il sottosegretario Franco Gabrielli e Roberto Baldoni, direttore dell’Agenzia per la cybersecurity. In quell’occasione è stata sottolineata la necessità di un coordinamento nazionale di cybersecurity che aiuti a proteggere i vari sistemi informatici della pubblica amministrazione dei territori per scongiurare attacchi hacker, anche alla luce della situazione internazionale e degli accadimenti delle ultime settimane in Ucraina. All’incontro, a quanto si è appreso, è stata rappresentata anche la necessità di non dipendere dagli antivirus russi per la gestione dei sistemi. Una linea che si è andata rafforzando dopo che l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha raccomandato di togliere i software russi dalle aziende e dalla Pubblica amministrazione italiana. A cominciare dagli antivirus Kaspersky, tra i più usati, anche da ministeri e forze dell’ordine.

Gabrielli, «in arrivo norma per alcuni antivirus e piattaforme informatiche fuori da Pa»

Intervenuto in Senato dopo la discussione sulla Relazione annuale del Copasir, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Gabrielli, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, ha spiegato che «il governo si accinge a fare una norma per consentire che nelle Pa non solo l’antivirus citato (Kaspersky, ndr) ma altre piattaforme informatiche vengano poste fuori dall’ambito dell’attività delle Pa, ma sono interventi spot. Noi dobbiamo costruire un sistema resiliente».

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