Santa Sede & Diplomazia

Crisi Ucraina, telefonata del Patriarca filo-Putin Kirill a Papa Francesco. Le due chiese cercano il dialogo

Nella celebrazione del cardinale Parolin presente anche il rappresentante diplomatico di Kiev

di Carlo Marroni

(EPA)

2' di lettura

Il patriarca russo Kirill ha parlato del conflitto in Ucraina con Papa Francesco. La notizia, resa nota dalla chiesa di Mosca, conferma che tra le due chiese i canali restano aperti ai massimi livelli, e forse potrebbe produrre anche qualche risultato sul fronte del dialogo, vista la stretta fedelità di Kirill a Vladimir Putin. «Le parti hanno sottolineato l’eccezionale importanza del processo negoziale in corso, esprimendo la loro speranza per il raggiungimento al più presto di una pace giusta» afferma il Patriarcato di Mosca. «Ha avuto luogo una discussione dettagliata della situazione sul suolo ucraino. Particolare attenzione - spiega il Patriarcato - è stata rivolta agli aspetti umanitari dell’attuale crisi e alle azioni della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica romana per superarne le conseguenze».

Il contatto dopo le dichiarazioni sconcertanti di Kirill sul conflitto

Francesco e Kirill si erano incontrati a Cuba nel febbraio 2016 - dipo anni di infinite trattative e rinvii - e un altro incontro era in calendario (forse per luglio) come aveva dichiarato pochi giorni dell'attacco all'Ucraina l'ambaciatore russo presso la Santa Sede, Alexander Avdeev, che tra l'altro il Papa aveva poi incontrato a sorpresa, e fuori da ogni prassi diplomatica, nella sua dell'ambasciata sede in via della Conciliazione due giorni dopo l'avvio dell'aggressione. Kirill è un fedelissimo del regime del Cremlino, tanto che il 6 marzo, a guerra avviata, aveva detto durante una messa che identificava il conflitto in corso come una lotta del bene contro la promozione dei modelli di vita peccaminosi e contrari alla fede cristiana, portati avanti dall'Occidente. Esempio lampante: il gay pride

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Per il Patriarca le colpe sono delle Nato

Non solo: pochi giorni fa ha rincarato, e ha attribuito le colpe del conflitto alla Nato. Insomma, per il capo dell'ortodossia russa (200 milioni di fedeli) quello in corso non è un attacco, bensì per certi versi un'operazione difensiva. Tanto più che nel mondo occidentale si sta diffondendo una russofobia senza precedenti. Un intervento arrivato all'indomani della lettera con cui Ioan Sauca segretario generale ad interim del Consiglio ecumenico delle Chiesa (Cec), organismo di cui il Patriarcato di Mosca fa parte, lo invitava a intervenire per fermare la guerra.

Messa di Parolin per la pace, presenti ambasciatori di Russia e Ucraina

Ma quello che avviene dentro le mura vaticane spesso è fuori da ogni schema tradizionale. Oggi si è tenuta nella Basilica di San Pietro, all’Altare della Cattedra, la messa celebrata dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin per la pace in Ucraina. E ad assistere alla liturgia il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede: nelle prime file sono presenti tra gli altri l’ambasciatore russo Alexander Avdeev e quello ucraino Andriy Yurash. Accanto a loro, tra i rappresentanti vaticani, il sostituto per gli Affari generali mons. Edgar Pena Parra e il segretario per i Rapporti con gli Stati mons. Paul Richard Gallagher.


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