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Crisi del Venezuela, Trump rilancia l’appoggio a Guaidò

Intanto Maduro annuncia esercitazioni militari per il 15 e il 16 febbraio

di Roberto Da Rin

Maduro riprende il Parlamento ma l'Occidente sta con Guaido'

Intanto Maduro annuncia esercitazioni militari per il 15 e il 16 febbraio


2' di lettura

La crisi del Venezuela si estende, quasi ogni giorno, ben al di là dei confini nazionali. Donald Trump, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, ha offerto un endorsement a Juan Guaidò definendolo «presidente legittimo».
Seduto poco lontano da Melania, moglie di The Donald, Guaidò ha incassato l’appoggio americano, chiaro e forte: «Maduro è un tiranno che fa del male alla sua gente: gli americani sono a fianco al popolo venezuelano nella sua giusta battaglia per la libertà». E poi ancora: «Il socialismo distrugge i Paesi, la libertà unisce le anime», aggiunge Trump. E il Congresso ha salutato Guaidò con un applauso bipartisan.
Nelle stesse ore il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha confermato che le esercitazioni militari della Forza armata nazionale bolivariana (Fanb) si terranno in tutto il Paese il 15 e 16 febbraio.

In un discorso a reti radio-televisive unificate in occasione della Giornata della dignità, il capo dello Stato ha indicato che si tratta delle prime manovre del 2020 «per rendere visibile la difesa di tutte le città»; una operazione che sarà denominata Scudo bolivariano.
La particolarità di questo appuntamento è che per la prima volta le esercitazioni militari si realizzeranno nell'ambito della legge costituzionale della Fanb, (Forze armate nazionali bolivariane), approvata recentemente dall'Assemblea nazionale costituente (Anc). La nuova legge prevede l'integrazione della Milizia nazionale bolivariana (Mnb), organizzazione civile militarizzata, come componente speciale delle Fanb.

Lo scontro tra governo e opposizione venezuelana rimane frontale. La Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa) ha denunciato che una sua delegazione non ha potuto partire dall'aeroporto di Panama con un volo diretto in Venezuela per “istruzioni del regime” di Nicolás Maduro.

La Copa Airlines ha impedito l'imbarco della delegazione della Cidh al portellone dell'aereo a Panama. Tutti con carta d’imbarco in mano.
Intanto l’euforia economica che nelle scorse settimane avrebbe invaso – secondo i media internazionali – alcune fasce sociali di Caracas sarebbe imputabile, secondo indiscrezioni, a un ingente iniezione di dollari provenienti dalla Russia, alleata di Maduro.

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