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Crisi Wärtsilä, nuovo incontro al Mise il 7 settembre

Il ministro Giancarlo Giorgetti ha convocato azienda, parti sociali e Friuli Venezia Giulia per trovare una soluzione. Sabato la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a cui parteciperà anche il governatore Fedriga

di Cristina Casadei

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Nella corsa contro il tempo per far ritornare la multinazionale Wärtsilä sulla sua decisione di fermare la produzione nel sito di Trieste dove vengono realizzati motori 4 tempi per la cantieristica navale, arriva una nuova convocazione al Mise. I l Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha infatti convocato per il 7 settembre un nuovo incontro per discutere della crisi della decisione della multinazionale di concentrare la produzione a Vaasa, in Finlandia, lasciando in Italia solo le attività di ricerca e sviluppo, vendita, project management, sourcing, assistenza, formazione. Il nuovo incontro che sarà presieduto dal ministro stesso e a cui sono stati invitati azienda, parti sociali e Friuli Venezia Giulia, arriva dopo una lunga fase di proteste. La decisione comporterà infatti 450 esuberi diretti, oltre a quelli dell’indotto che potrebbero portare questa cifra a supere i 700.

Dalla Regione fanno sapere che «la richiesta del tavolo, avanzata dallo stesso governatore, Massimiliano Fedriga, è stata immediatamente accolta dal ministro. Regione e rappresentanti dei lavoratori hanno avuto uno scambio di vedute sull’evolversi della vicenda. Da parte dell’amministrazione del Friuli Venezia Giulia è stato ribadito il pieno appoggio alla difesa dei posti di lavoro e di una sede industriale strategica per l’economia regionale e nazionale».

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I sindacati valutano positivamente la nuova convocazione per proseguire il confronto sulla vertenza e auspicano che l’incontro si focalizzi sul tema della continuità produttiva e occupazionale del sito triestino. Negli scorsi giorni ci sono state diverse manifestazioni indette da Cgil, Cisl e Uil e ce ne sarà una nuova questo sabato a Trieste, a cui sarà presente anche il governatore Fedriga.

Le proteste stanno creando difficoltà nelle consegne e generando nuove tensioni tra le parti e i fornitori, in particolare con la Daewoo che attende la consegna di 12 motori navali diesel. Da sabato scorso la nave coreana Uhl Fusion è infatti in rada nel porto di Trieste e sta chiedendo una procedura di autoproduzione per bypassare lo sciopero dei lavoratori e caricare i 12 motori direttamente senza l’aiuto né dei tecnici di Wartsila Italia né dei portuali del porto di Trieste. Dopo un incontro in prefettura i sindacati hanno chiesto che la soluzione dei problemi commerciali tra Daewoo e Wartsila sia legata al ritiro dei licenziamenti da parte della multinazionale finlandese. «Siamo tutti preoccupati per il destino delle 450 famiglie e di quelle dell’indotto, che è stato messo a rischio dall’iniziativa aziendale di Wartsila e quindi siamo tutti impegnati a consentire in qualche modo il mantenimento dei posti di lavoro», ha spiegato il prefetto di Trieste, Annunziato Vardè, che ha incontrato Fim, Fiom e Uilm e successivamente, in due tavoli separati, Ugl e Usb sulla vertenza. «La preoccupazione riguarda il futuro delle famiglie dei lavoratori, una prospettiva di cui ci si occuperà anche nel tavolo al Mise del 7 settembre».

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