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Crisostomo (Enel): «Economia circolare, il tesoro più ricco del nostro Paese»

Per Crisostomo sono grandi le potenzialità del Paese. Realacci: l'Italia ha una capacità di recupero del 79% degli scarti contro una media Ue del 49%. D'Ecclesia: rating Esg decisivi

di Laura Serafini

Italia leader. La tavola rotonda sull'economia circolare è stata moderata dal presidente di Symbola Ermete Realacci

3' di lettura

«È come se stessimo scoperchiando il più ricco giacimento del paese». Michele Crisostomo, presidente di Enel, ha definito in questo modo le potenzialità che l’economia circolare può avere nel nostro paese.

«L’Italia è una superpotenza, possiede una capacità di recupero del 79% degli scarti contro una media europea del 49 per cento», ha spiegato Ermete Realacci, presidente di Symbola, dando una profondità numerica al concetto efficacemente descritto dal manager Enel.

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Il tema è stato al centro della tavola rotonda “Italia leader nell’economia circolare” moderata da Realacci nell’ambito del Festival dell'Economia a Trento. Il presidente di Symbola ha descritto il nuovo ruolo, dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, che l’economia circolare può avere nell’accrescere l’indipendenza energetica del paese.

«Penso alla scarsità delle terre rare: non possiamo fare come i cinesi, che controllano i giacimenti in Africa, e quindi si deve sviluppare una cultura per ridurre l’uso di questi materiali», ha chiosato. Crisostomo ha spiegato il percorso intrapreso ormai da tempo dall’Enel, nel quale la decarbonizzazione è integrata con l’economia circolare. «Non si tratta di ragionare su scarti e sui rifiuti - ha detto - ma di impostare i processi produttivi in modo tale da distaccare un modello economico dal consumo delle risorse.

Bisogna gestire i processi per fare in modo che il design dei prodotti, il consumo di energia, corrispondano ad un utilizzo efficiente delle materie impiegate e a un minor consumo delle materie prime». E ancora: «Per l’hardware delle fonti rinnovabili siamo in tempo per lavorare sulle catene di fornitura. Ad esempio le pale eoliche: bisogna costruirle in modo da essere riutilizzate fino alla fine della loro vita utile».

Per il presidente nell’intero processo un ruolo cruciale lo avrà la digitalizzazione. Rita D’Ecclesia, docente di finanza quantitativa presso La Sapienza, ha tracciato un quadro su come si stanno costruendo i rating Esg, che saranno sempre più cruciali, ad esempio, per l’accesso delle imprese al credito. «Ci sono metodi diversi – ha detto - alcuni fanno report di dettaglio su ognuna delle tre lettere. Le questioni di fondo però restano aperte: come si arriva ai risultati? Come si fa a valutare quanto un’impresa è impegnata sugli obiettivi? Il giudizio dato deve tenere assieme elementi quantitativi e qualitativi e non è semplice».

Marcello Lunelli, vice presidente Ferrari fratelli Lunelli ha spiegato come l’adozione del bilancio di sostenibilità nel 2020 abbia portato una rivoluzione anche per l’azienda del settore vinicolo. «Misurare le performance aziendali ha segnato un cambio di ragionamento - ha detto -. Ci siamo accorti che siamo virtuosi in tanti aspetti, ma indietro su altri che pensavamo di aver interiorizzato.

La misurabilità delle performance aziendali comporta sicuramente il cambio totale di visione di ogni azienda. I settori esterni, come la finanza ma anche la politica, devono spronare le imprese verso comportamenti virtuosi». Maria Porro, presidente del Salone del Mobile e di Federlegno, ha raccontato l’esperienza di una filiera di 70 mila imprese, un settore che vale 49 miliardi, 290 mila addetti e rappresenta il 4,7% del settore manifatturiero e che, attraverso la federazione, ha sviluppato un percorso per l’economia circolare con Symbola.

«Tra i temi chiave c’è la formazione, servono manager preparati per fare i bilanci di sostenibilità - ha spiegato -. Ma l’economia circolare è cruciale e per questo avremo uno spazio dedicato nel Salone del Mobile» che aprirà i battenti nei prossimi giorni. «C’è la sfida dei materiali: i pannelli sono prodotti con materiali di riciclo, mentre per le imbottiture, ad esempio, sulle schiume plurietaniche c’è un percorso importante da fare, con la creazione di nuovi materiali che considerino la questione del fine vita prodotti».

All’evento hanno preso parte Simona Fontana, del centro studi Conai e Mauro Fedele presidente cooperativa Dringreen. Simona Bonafè, europarlamentate Pd, esperta su iniziative di economia circolare della Ue, ha spiegato che la prossima settimana il parlamento europeo comincerà a votare sul pacchetto Fit for 55, che mette al bando i motori a scoppio dal 2035. Ha ricordato il ruolo delle batterie e l’importanza di riuscire a portare in Italia, oltre che una gigafactory, anche la catena del valore del fine vita delle batterie

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