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Cristo, «un abisso pieno di luce»

di Armando Torno


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2' di lettura

Se vi capitasse di leggere i “Colloqui con Kafka” di Janouch Gustav, scrittore e musicista ceco, dei quali sono disponibili diverse traduzioni italiane, fermatevi – ne vale la pena - sulla pagina che riporta questa frase: “Il suo amico Janouch domanda: ‘E Cristo?'. Kafka, chinando il capo: ‘E' un abisso pieno di luce. Bisogna chiudere gli occhi per non precipitarvi'”.
Parole che non lasciano scampo e che sono superiori a quelle di molti teologi; inoltre, come poche altre, offrono un'immagine indelebile di chi ha cambiato la storia umana.

Chi è stato veramente Gesù? Una simile domanda conviene farsela una volta l'anno; e le prossime feste, che poco o nulla c'entrano con il messaggio del Salvatore (il 25 dicembre si celebrava il Sole invitto, non è la vera data di nascita del Cristo) potrebbero essere un'occasione per non dimenticarsene.
Credete veramente che fosse Dio? E, come si chiedeva Dostoevskij, chi lo rappresenta ancora? In un mondo in cui i sacerdoti sono sempre più sociologi o assistenti sociali e le grandi questioni religiose sono state sostituite in gran parte da alcune riflessioni che nascono e muoiono in poche chiacchiere, vale la pena porsi alcune questioni su Gesù.

Anche in tal caso, è bene non fidarsi di quei libretti che negli Stati Uniti sono considerati tipici dei predicatori televisivi o, peggio ancora, di quelli in Rete. Su Gesù si è scritto troppo e si è detto tutto e il contrario di quanto è possibile immaginare. Per questo occorre fidarsi soltanto di studi o ricerche degne di questo nome.

Non è difficile notare che la qualità dei libri religiosi in Italia è peggiorata negli ultimi decenni e si tende a intrattenere i lettori più che a formarli (o informarli seriamente). C'è però una casa editrice che non si è arresa e si chiama Paideia. Recentemente è entrata a far parte della Claudiana, riferimento per gli evangelici. Bene: dopo tale acquisizione, Paideia ha ripreso con vigore le sue pubblicazioni di alto livello e proprio sulla figura di Gesù e sui temi esegetici e storici sta continuando a pubblicare opere importanti. Facciamo un esempio.
Merita attenzione un libro di Giorgio Jossa, già docente di Storia della Chiesa antica a Napoli: si intitola “Voi chi dite che io sia?” (Paideia, pp. 368, euro 27).

L'autore, dopo numerosi studi sulle origini del pensiero cristiano, si è dedicato alla ricostruzione della figura storica di Gesù. Con questo saggio egli ricorda che il discepolo di Giovanni è diverso da quello che annuncerà più tardi il regno di Dio, ed è ancora diverso da quello che minaccia il giudizio futuro alle autorità.

Un libro fortemente innovativo che, ripercorrendo i momenti fondamentali della vita di Gesù, prende le distanze da talune interpretazioni attuali (si legga, per esempio, l'appendice dedicata alla vasta opera di Meier).
Ecco un aiuto per pensare a Natale, al di là di quelle abitudini che si chiamano mangiate, regali e auguri vari. Per cercare di rispondere a una domanda. Che ormai sta compiendo duemila anni ed è ancora essenziale.

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