POST CORONAVIRUS

Crm, social e tour virtuali in 3d, ecco come cogliere l'opportunità della ripresa nel turismo

E’ necessario ripartire con la formazione dei collaboratori e lo sviluppo di nuove competenze digitali per arrivare alle soluzioni tecnologiche vere e proprie

di Gianni Rusconi

default onloading pic
(Photo by JAIME REINA / AFP)

E’ necessario ripartire con la formazione dei collaboratori e lo sviluppo di nuove competenze digitali per arrivare alle soluzioni tecnologiche vere e proprie


4' di lettura

Rispondere al coronavirus attraverso una serie di azioni volte a convincere gli italiani a trascorrere le prossime vacanze (sul quando è difficile ora esprimersi) dentro i confini nazionali. L'industria del turismo non ha moltissime opzioni per salvare il salvabile di questa stagione e quella appena descritta è probabilmente una delle più immediate da percorrere, sempre che lo stato di crisi sia superato in tempo utile. In attesa di capire se verranno effettivamente varati incentivi fiscali per chi viaggerà in Italia (come indicato da World Capital, delineando uno dei possibili scenari per la ripresa), albergatori ed imprenditori del settore devono farsi trovare pronti. Come? Trovando soluzioni alternative, formando i collaboratori e sviluppando nuove competenze digitali, investendo su tecnologie innovative.

Le case per i turisti agli studenti: la proposta dell'Università Iuav
Venezia è sicuramente l'emblema dello stop forzato al turismo imposto dal Coronavirus. Hotel chiusi, calli vuote, canali senza il solito traffico di imbarcazioni: il problema del sovraffollamento di visitatori è oggi un lontano ricordo e un'iniziativa promossa dall'Università Iuav, che ha già ricevuto il sostegno del sindaco Luigi Brugnaro, è un tentativo di risposta (almeno temporanea) allo stato di crisi attuale. L'idea è quella di compensare la forzata inattività delle strutture ricettive veneziane “riconvertendole” a soluzioni abitative a prezzi sostenibili per i numerosi studenti che hanno scelto la città lagunare per il proprio percorso formativo. Secondo le stime, nel solo centro storico di Venezia, escludendo alberghi e hotel, vi sono più di 30mila posti letto destinati ai turisti che potrebbero restare inutilizzati e senza prenotazioni per mesi, e proprie queste locazioni sarebbero l'oggetto della convenzione tra i proprietari delle stanze e le Università. Quanto meno per l'arco di un semestre, da settembre a febbraio 2021, un consistente numero di alloggi potrebbe essere offerto a condizioni vantaggiose e il Comune di Venezia farebbe da garante verso le associazioni dei proprietari privati e quelle della ricettività turistica extra alberghiera.


Fare hospitality in quarantena, ecco il vademecum
Se recuperare il tempo perduto è un imperativo, un buon punto di partenza per continuare a operare anche durante il lockdown sono il sito Web e i profili Facebook o Instagram della propria struttura. “Sono una vetrina fondamentale – spiega al Sole24ore.com Marco Matarazzi, co-founder di Slope, software house umbra che sviluppa applicazioni gestionali in cloud per gli hotel - e in un contesto come quello che stiamo vivendo oggi diventa ancora più importante averne cura, studiando il modo di migliorarli e ottimizzarli. Non stiamo parlando di operazioni complesse riservate solo a tecnici e consulenti di marketing ma di nozioni di base che chiunque può mettere in pratica da subito”. Qualche esempio? La visibilità online del numero di telefono della struttura, il fatto che lo stesso sia collegato all'avvio automatico di chiamata quando l'utente lo clicca”, l'accessibilità ai pulsanti “prenota ora” o “contattaci”, la velocità di caricamento delle pagine del sito o la sua fruibilità da dispositivo mobile, la completezza e la chiarezza dei contenuti testuali e la loro immediata tracciabilità sui motori di ricerca.


Intelligenza artificiale e tour virtuali
L'utilizzo di strumenti digitali avanzati non è certo precluso. Anzi. “Il tour 3D dell'hotel – dice in proposito Matarazzi - è una possibilità interessante e sicuramente ancora poco sfruttata. Un argomento più delicato è invece quello delle chatbot e degli automatismi per la gestione delle richieste dei clienti. In un mondo sempre più digitale, rispondere di persona a una precisa esigenza, anziché affidarsi a una macchina, è sicuramente un valore aggiunto che renderà il processo di scelta della struttura più piacevole per i futuri clienti”. Un asset tecnologico irrinunciabile per qualsiasi albergo, secondo Slope, è invece il sistema di Crm (Customer Relationship Management), che rappresenta di fatto il database dei clienti e la fonte primaria di informazioni per le strategie di marketing. “È soprattutto in questo momento che comprendiamo pienamente l'importanza dei dati per conoscere i gusti dei viaggiatori, perché viviamo nell'era dell'iper-personalizzazione e anche gli ospiti si aspettano di ricevere un preventivo personalizzato sui loro interessi”, osserva ancora l'esperto, ricordando come l'aver profilato e segmentato in diversi cluster le presenze delle passate stagioni può rivelarsi fondamentale per inviare, quando sarà giunto il momento, newsletter o promozioni mirate.


Cambia il rapporto con le online travel agencies
C'è chi vede il blocco dei flussi turistici e delle prenotazioni imposto dal Covid-19 come un'opportunità, per molte strutture almeno, di “sganciarsi” parzialmente dalle principali piattaforme Ota per privilegiare attività di marketing “home made”, puntando per esempio su offerte indirizzate a turisti domestici che hanno già soggiornato nella struttura in passato. Ma è davvero così? “Questa crisi – conferma Matarazzi - cambierà in maniera definitiva i rapporti tra le strutture ricettive e le agenzie di travel online, che sono canali in grado di garantire visibilità e maggiori introiti alla struttura senza tuttavia essere componenti alla base della propria strategia di vendita, perché non si può affidare in modo esclusivo la distribuzione delle camere del proprio hotel a un intermediario, perdendo il controllo del proprio business”. Meglio investire parte del budget, secondo Slope, nella creazione di contenuti di marketing per il proprio sito e in campagne “pay per click” per cercare di ottenere prenotazioni dirette, che sono la linfa vitale di una struttura ricettiva. Senza dimenticare quella che sarà una buona prassi quando i turisti torneranno a riempire hotel, alberghi, B&B e agriturismi: gestire in modo adeguato la relazione post-soggiorno, attivando anche tramite semplici e-mail automatiche il meccanismo del passaparola e quello della fidelizzazione dei propri ospiti.

Per approfondire
Turismo, una ripresa è possibile ma con forti incentivi per chi viaggia in Italia

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti