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Croazia nell’euro dal 2023, via libera dalla Commissione. Sarà il ventesimo paese

L’adesione alla moneta unica potrebbe spingere un interscambio da oltre 5,6 miliardi di euro, con 3,6 miliardi in esportazioni italiane nel solo 2021

dal nostro corrispondente Beda Romano

Gentiloni: l'Ue taglia le previsioni di crescita della zona euro

2' di lettura

La Croazia dovrebbe diventare il primo gennaio 2023 il ventesimo paese membro della zona euro. Il paese nato dalla disintegrazione della Jugoslavia negli anni ’90 ha ottenuto oggi, mercoledì 1 giugno, il via libera da parte della Commissione europea.

Il benestare definitivo del Consiglio dovrebbe giungere in luglio dopo una valutazione della Banca centrale europea, dei ministri delle Finanze dell'Eurogruppo e del Parlamento europeo. Nel suo rapporto, l'esecutivo comunitario nota che la Croazia rispetta «i quattro criteri di convergenza» previsti dai trattati e che riguardano l'andamento dei tassi d'interesse, dell'inflazione, dei conti pubblici e del tasso di cambio. Inoltre, Bruxelles spiega che la legislazione croata è «pienamente compatibile» con i Trattati europei.

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Dombrovskis: trappa cruciale verso l’adozione dell’euro

Il rapporto della Commissione «segna una tappa cruciale e storica nel percorso della Croazia verso l’adozione dell’euro». Ha commentato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis: «Il paese ha dimostrato grande impegno, diligenza e perseveranza negli sforzi per soddisfare le condizioni in vista dell’adozione dell’euro il primo gennaio 2023. L’adozione della moneta comune segnerà il completamento dell’integrazione della Croazia nell’Unione europea (…) Porterà benefici reali alla popolazione e alle imprese croate e renderà l’economia croata più resistente».

Italia-Croazia, export da 3,6 miliardi di euro

La Croazia è un paese di 3,9 milioni di abitanti, entrato nell'Unione europea appena nove anni fa, nel 2013. L'intercambio commerciale con l'Italia è tradizionalmente significativo. Secondo i dati più recenti pubblicati dal governo italiano, l'Italia ha esportato verso la Croazia merci nel 2021 per 3,58 miliardi di euro, recuperando il calo del 2020 provocato dalla crisi sanitaria. In particolare, nel paese balcanico le imprese italiane esportano macchinari, prodotti petroliferi e alimentari. Sempre nel 2021, la Croazia ha esportato verso l'Italia beni per 2,08 miliardi di euro. In questo caso, a prevalere negli scambi commerciali sono stati i prodotti agricoli e gli articoli di abbigliamento.

Prosegue l’espansione della Ue a Est

L'arrivo della Croazia nella zona euro giungerebbe otto anni dopo il più recente allargamento dell'unione monetaria, nel 2015, quando fu accolta la Lituania. Prosegue quindi l'espansione della zona euro agli ex paesi comunisti dell'Europa centro-orientale.Ciò detto, il quadro è misto. Lo stesso andamento dell'inflazione in Croazia è sotto osservazione, come ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Paschal Donohoe. Più in generale, la zona euro seduce alcuni Stati membri della Ue per via della moneta unica e dei bassi tassi d'interesse. In questo campo vi sono certamente la Romania e la Bulgaria. Altri sono più cauti, come la Polonia o l'Ungheria, per motivi nazionalistici e per via delle difficoltà dell'unione monetaria nel gestire la crisi debitoria del decennio scorso.


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