DIARIO DI VIAGGIO

Crociere, cosa cambia con la ripartenza: parla l’insider

Matteo Martinuzzi è salito a bordo di 161 navi da crociera e non ha intenzione di fermarsi qui. In questa intervista lo storico navale, dopo il riavvio dell’attività crocieristica post pandemia, ci svela tutti i segreti delle città galleggianti che lui conosce meglio di chiunque altro

di Antonio Armano

Coronavirus, dai treni agli autobus, alle crociere: le distanze da rispettare

Matteo Martinuzzi è salito a bordo di 161 navi da crociera e non ha intenzione di fermarsi qui. In questa intervista lo storico navale, dopo il riavvio dell’attività crocieristica post pandemia, ci svela tutti i segreti delle città galleggianti che lui conosce meglio di chiunque altro


8' di lettura

“Una cosa divertente che non farò mai più”. A Matteo Martinuzzi il titolo del celebre reportage crocieristico di David Foster Wallace non era mai piaciuto, ma negli ultimi mesi era diventato l'incubo. Dopo il via libera del governo il 7 agosto, il 16 da Genova, è partita Msc Grandiosa, la prima crociera post lockdown targata Msc Crociere, tra le prime compagnie al mondo a riaccendere i motori dopo il lungo lockdown. Il gruppo ha poi confermato l'intera stagione autunno-inverno, che partirà a fine ottobre, con 14 navi su 17 che viaggeranno alla volta di Caraibi, Antille, Sudafrica, Sudamerica ed Emirati Arabi Uniti. Una buona notizia per il “collezionista di crociere”.

Martinuzzi è salito a bordo di 161 navi da crociera di 23 compagnie diverse e non ha intenzione di fermarsi. La folgorazione è avvenuta nel '96: “Appena diplomato, mi trovato sulla spiaggia di Marina Nova a Monfalcone e ho visto materializzarsi sul mare la Carnival Destiny. La più grande nave da crociera del mondo rientrava dalle prove. Un'emozione fortissima. Era un prodotto della mia città! Andai a bordo e cominciò la passione”. Laureato con una tesi sui cantieri di Monfalcone, Martinuzzi è diventato un esperto di navi, soprattutto da crociera. Più simile all'enfant prodige da Silicon Valley che al lupo di mare, non c'è vicenda crocieristica che non accenda una luce nel suo sterminato archivio navale mentale: dagli intrattenimenti stile Las Vegas ai polverosi pionieri asburgici. In questi tempi del resto è più facile viaggiare con il pensiero, e allora perché non farlo partendo dall'inizio di questa storia.


Come si diffonde la moda delle crociere?
“Negli anni '60 il trasposto passeggeri via mare entrò in crisi per la concorrenza degli aerei e gli armatori ripensarono l'utilizzo delle navi. Prima adattarono le vecchie navi di linea e poi quando videro che gli affari andavano bene pensarono a costruire delle nuove unità per questo scopo”.

Secondo Wikipedia la prima nave da crociera fu la Francesco I, battente bandiera del Regno delle Due Sicilie, costruita a Castellammare di Stabia nel 1831.
“Identifico la nascita di questo fenomeno nella geniale iniziativa del tedesco Albert Ballin che alla fine dell'800 decise di impiegare in bassa stagione i transatlantici della sua Hapag per viaggi di piacere. In ambito italiano va citato il Thalia dell'allora Lloyd Austriaco (poi Triestino) che nel 1907 fu dipinto di bianco e intraprese con successo l'attività crocieristica. Trieste allora era asburgica e i successi del Thalia li abbiamo solo ereditati”.

E' vero che le navi sono configurate secondo i gusti del mercato di destinazione?
“Sì. Per esempio le navi per il mercato cinese sono molto chiuse, gli asiatici non amano prendere il sole, ma può darsi che a causa del virus ci sarà un riconfigurazione. Inoltre sono dotate di aree casinò molto grandi e vasti negozi a cui va aggiunto l'immancabile karaoke”.

Come funziona l'assistenza sanitaria di una nave?
“Tutte le unità passeggeri hanno un centro medico dotato delle più sofisticate strumentazioni e in grado di far fronte a ogni emergenza. Quando i casi sono molto gravi viene fatta un'evacuazione con elicottero o barca della guardia costiera. La nave varia la rotta per permettere ai soccorsi di raggiungerla al più presto. L'assistenza medica non è inclusa nel prezzo e qualunque minimo intervento è sempre salato. Meglio farsi un'assicurazione”.


Gli equipaggi sono un modello virtuoso di un mondo globalizzato: sulla Msc la sicurezza la fanno gli israeliani, le manovre di attracco i maori, i primi a buttarsi in mare quando a Genova un passeggero è caduto nell'acqua del porto...
Gli equipaggi sono microcosmi composti da 40-60 nazionalità che vivono tutte assieme rispettando gli altrui usi, costumi e religioni. Poi possono esserci delle posizioni particolari come gli operatori della security che su Msc sono quasi tutti israeliani. A me piace ricordare l'esempio di Carnival Cruise Line che utilizza quasi esclusivamente ufficiali italiani sul ponte di comando e in macchina. L'usanza va fatta risalire agli anni '70 quando la nostra compagnia transatlantica di bandiera, la Società Italia (l'Alitalia dei mari), stava dismettendo le sue navi per la già citata crisi dei trasporti di linea. Così sul mercato erano disponibili un sacco di ufficiali italiani con grande preparazione sulle navi a propulsione a turbina, proprio il tipo con cui iniziò la propria attività Carnival. Oggi sulle navi più recenti di Carnival c'è sempre un ristorante italiano chiamato “La cucina del capitano”, con bellissime foto dell'Italia e dei nostri comandanti alle pareti”.

Msc ha ridotto la grandezza dei vassoi per disincentivare lo spreco alimentare. E' una tendenza comune?
“E' un problema molto sentito da tutte le compagnie. Sulla nuova Costa Smeralda al buffet le portate vengono servite in porzioni solo dal personale. Virgin Voyages ha addirittura eliminato il buffet sulla sua nuova Scarlet Lady dove sono presenti solo ristoranti con il servizio al tavolo. La situazione sanitaria attuale accelererà questa tendenza”.

Come avviene il rifornimento di cibo?
““Di solito nell'home port principale della crociera. Anche se ci sono eccezioni come quella di Aida Kreuzfahrten (gruppo Costa) che manda gli chef di un suo ristorante a rifornirsi nei mercati locali per offrire ai passeggeri prodotti tipici freschi”.

E' vero che il varo della Costa Concordia (finita contro gli scogli all'isola del Giglio) è stato premonitore con la bottiglia che non si è rotta?
“Confermo che la bottiglia non si è rotta in occasione del varo tecnico nel settembre 2005. Ho potuto vivere la nave in cantiere negli ultimi giorni prima della consegna nel giugno del 2006. Ed è proprio così, nuova con ancora l'odore di vernice fresca, che preferisco ricordarla. Meglio dimenticare quello che è successo dopo. Per alcuni mesi c'è stato un crollo delle prenotazioni. I movimenti anti-navi (vedi Venezia) hanno preso forza. Per Costa Crociere è stata dura venirne fuori e quello che è successo ha poi portato la casa madre Carnival ha rivedere il gruppo dirigente. Inoltre è stata fatta una grande pubblicità negativa nei confronti dei nostri marittimi, i migliori al mondo per me”.

Il comandante Gennaro Arma, sbarcato con l'equipaggio della Diamond Princess. TWITTER/DIAMOND PRINCESS

Gennaro Arma, “the brave captain”, sceso per ultimo dalla Diamond Princess, in quarantena a Yokohama, ha riscattato agli occhi del mondo la figuraccia di Schettino. Ma sdrammatizzando il discorso... quali sono le scaramanzie marinare?
“Si dice che a bordo non ci si deve mai vestire di viola, ma la cosa che nota di più un passeggero è la mancanza di ponti con numeri considerati sfortunati. Le navi Costa non hanno il ponte 13, mentre quelle Msc il 17”.

Lo spauracchio del virus non è l'unico aspetto critico per le grandi navi da crociera. Cosa si fa per correre ai ripari e darsi una veste ecologica?
“L'industria crocieristica ha investito miliardi per rendere sempre più eco-compatibili le navi. Quelle dell'ultima generazione, a propulsione Lng (al momento solo due in servizio, AidaNova e Costa Smeralda), sono paragonabili alle auto Euro6. Sono seguite dalle navi realizzate secondo la normativa Solas del Safe Return to Port entrate in servizio a partire dal 2013 che potremmo paragonarle alle Euro5, caratterizzate da un'eccezionale risparmio energetico rispetto alle precedenti, quelle realizzate fino al 2012”.


Quali nave da crociera ti ha colpito di più?
“Sicuramente la Symphony of the Seas di Royal Caribbean International, la nave da crociera più grande al mondo che stazza ben 228.081 tonnellate. E' una nave talmente grande che è divisa in sette quartieri. Quello più spettacolare è il Central Park, un parco interno realizzato con circa 12.000 piante vere! Spettacolare passeggiarci soprattutto di sera”.


Central Park nella Symphony of the Seas


Quali sono state le tempeste più forti in cui sia incappata una nave da crociera negli ultimi tempi?
“Direi che si tratta di eccezioni, le navi da crociera normalmente correggono le rotte per evitare problemi di questo tipo. Ovviamente casi isolati si trovano. Mi viene in mente la tempesta in cui incappò la Norwegian Breakaway in Atlantico al ritorno dalle Bahamas nel 2018”.


Hai fatto una crociera alla fine di febbraio. Sulla tua 160esima nave si sentiva già il peso degli eventi?
“A bordo c'era la solita atmosfera festosa. Con tutti gli accorgimenti attuati dalle compagnie mi sentivo abbastanza sicuro, anche se bastava andare in cabina e accendere il televisore per sentirsi bombardati dalle notizie negative”.

Quanto costa una nave da crociera e a quante persone dà lavoro direttamente? Potremmo paragonarla a una fabbrica?
“Le più grandi superano il miliardo di euro. Più che a una fabbrica le paragonerei a un villaggio navigante. Trasportano fino ad 8.800 persone tra passeggeri ed equipaggio, quindi come un tipico paese della provincia italiana. Gli equipaggi possono superare le 2.000 persone, mentre per la costruzione possono essere impiegati tra personale diretto e dell'appalto fino a 8.000 persone nel periodo precedente alla consegna”.

Tenerle ferme ha un costo?
“Le navi in disarmo caldo, cioè ormeggiate con l'equipaggio al completo, costano sui tre milioni di euro al mese. In disarmo freddo, con l'equipaggio al minimo, sul milione al mese”.

E' mai affondata una nave da crociera?
“E' capitato in passato, ma i progressi della tecnologia rendono questo evento sempre più remoto. Dopo il naufragio del Titanic sono state introdotte norme sempre aggiornate e severe, basti pensare al Safe return to port. Prevede che una nave in caso di sinistro sia in grado di rientrare in porto con i propri mezzi da una distanza di 1.000 miglia nautiche (1.852 km). Le navi di questa generazione hanno iniziato a navigare a partire dal 2013 rendendo la vita di noi crocieristi ancora più sicura. In ogni caso non esiste la nave inaffondabile, la forza della natura sarà sempre superiore a qualunque tecnologia. Ma è l'errore umano, causa di tutti gli incidenti anche i più recenti, la debolezza maggiore per una nave”.

Parlando di cose più allegre, quali sono le attrazioni più incredibili che hai trovato a bordo?
“La più incredibile da me provata è sicuramente la pista da go kart delle ultime tre navi di classe Breakaway-plus di Norwegian Cruise Line. La più bella e lunga è sicuramente quella della Norwegian Encore. Guidare dei kart monomarcia elettrici ad alte prestazioni in navigazione è adrenalina pura! Ma ci sono tante altre attrazioni che mi hanno colpito. In primis la North Star delle navi della classe Quantum di Royal Caribbean International: una capsula agganciata a un braccio meccanico che si può alzare fino a 90 metri sul livello del mare e permette viste mozzafiato, soprattutto in navigazione quando si sporge oltre la murata della nave e ti sembra di seguirla come se fossi in un elicottero. Ma sempre le navi di Royal Caribbean hanno diverse attrazioni per persone più spericolate di me, la pista di pattinaggio, la piscina con onde artificiali per fare surf, il simulatore di paracadutismo...”.

E' vero che il boom delle crociere si deve a Love boat?
“Love boat andò in onda negli States dal '77 all'87 (in Italia dall'80) e fu una grandissima pubblicità per Princess Cruises che 'prestava' le navi come set. Ancora oggi, questo armatore del gruppo Carnival usa gli attori del cast originale per la promozione e spesso sono invitati a bordo in occasioni speciali. Le loro navi più recenti costruite in Italia hanno sul fumaiolo sette trombe: corrispondono alle sette note e riproducono la sigla americana del telefilm (non la nostra Profumo di Mare di Little Tony). Io che vivo a Monfalcone (dove vengono costruite) apro sempre le finestre quando vengono effettuate le prove della sirena ed è sempre una bellissima musica per le mie orecchie. Le consegne dei cantieri sono slittate, ma spero di risentire presto le sette note di Love Boat”.

Sul go kart delal Norwegian Joy



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