la stima nei dati Cemar

Crociere, la denuncia dei tour operator: «Persi 490mila passeggeri tra marzo e aprile»

Già cancellati 280 approdi sulle nostre coste. Si tratta di un dato «minimo, nella speranza che tutto riprenda al più presto»

di Raoul de Forcade

(ANSA )

2' di lettura

Comincia a palesarsi il peso dell’emergenza coronavirus sul comparto crocieristico italiano. A seguito dello stop delle compagnie di crociere, «ad oggi - spiega Sergio Senesi, alla guida di Cemar, tour operator specializzato e agenzia marittima - ci risultano già 280 call (toccate di navi, ndr) cancellate nei porti italiani tra marzo e aprile con 490mila passeggeri persi in movimentazione».

Si tratta, purtroppo, aggiunge Senesi di un dato «minimo, nella speranza che tutto riprenda al più presto». Il calcolo infatti, precisa, riguarda «le compagnie che finora hanno dato conferma della cancellazione di crociere. Altre società non hanno ancora confermato ma è facile che lo facciano a breve, portando quindi aumentare il numero di toccate perse».

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Intanto, Assarmatori, Confitarma e Federagenti, che avevano presentato una serie di istanze al Governo in merito alle criticità per il settore marittimo provocate dall’epidemia di covid-19, ottengono le prime risposte su due problematiche connesse all’avvicendamento (diventato molto difficile a causa dell’emergenza sanitaria in atto) dei marittimi imbarcati su navi italiane all’estero. Risposte per cui le associazioni «manifestano forte apprezzamento».

In particolare, spiega una nota delle tre associazioni, «il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha emanato una circolare con la quale dispone che le capitanerie di porto possono rilasciare la proroga fino al 30 giugno 2020 dei certificati di competenza dei marittimi (brevetti che servono per poter lavorare sulle navi, ndr) che abbiano già presentato domanda di rinnovo, o che sono in possesso di un certificato di competenza scaduto o in scadenza nel periodo compreso tra il 4 marzo 2020 e il 30 aprile 2020».

Inoltre, «il ministero della Salute ha emanato una circolare con la quale viene automaticamente prorogata fino a tre mesi, rispetto alla scadenza naturale, la validità dei certificati sanitari rilasciati a seguito di visita periodica biennale».

Il problema, in questo caso, è legato al fatto che normalmente le visite mediche per rinnovare i certificati sanitari, per chi non è in Italia, vengono eseguite nei porti esteri dove si trovano le navi. Ma in questo momento i medici all’estero non vogliono visitare gli italiani, per timore del virus; ed era quindi necessario un provvedimento ad hoc.

«Si tratta – scrivono le associazioni - di due prime risposte importanti che possono risolvere una parte delle difficili situazioni che le nostre navi stanno fronteggiando, con il rischio di non poter garantire l’operatività e la regolarità dei traffici».

Assarmatori, Confitarma e Federagenti esprimono anche gratitudine al ministero degli Esteri «per la consistente attività in corso in quei Paesi ove, nei porti, sono stati riscontrati problemi per la libertà di attracco delle navi Raoul de Forcadee per la movimentazione di marittimi nazionali».

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