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Crociere, Venezia punta sugli scali diffusi

Previsti 600mila passeggeri nel 2023 ma si punta a raggiungere la capacità di un milione entro il 2027

di Raoul de Forcade

3' di lettura

I porti di Venezia e Chioggia, nel 2022, hanno registrato, per quanto riguarda le crociere, 214 toccate per 238mila passeggeri totali, di cui 197mila in homeport (che sono, cioè, imbarcati e sbarcati lì). Le attese per il 2023 sono di 271 toccate e 600mila passeggeri di cui 540mila in homeport.

Numeri ancora molti lontani da quelli che si registravano prepandemia e prima del decreto legge 103/2021 che ha sancito il divieto di ingresso in laguna (e quindi alla Stazione marittima) delle navi da crociera da 25mila tonnellate in su. Nel 2019, infatti, si registravano 498 toccate e 1.618.000 passeggeri, di cui 1.397.500 in homeport.

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Il divieto

Fulvio Lino Di Blasio, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico settentrionale, e commissario straordinario per le crociere, ha tracciato il bilancio della stagione crocieristica 2022 e le previsioni per il 2023. Ma ha anche illustrato i progetti infrastrutturali avviati per far risorgere il traffico crocieristico in una città che, prima del naufragio della Concordia - che ha dato benzina alle proteste, e quindi alle norme, che hanno progressivamente impedito il transito delle grandi navi passeggeri nel canale della Giudecca, fino allo stop totale col dl del 2021 - era una delle mete preferite dalle compagnie crocieristiche.

«Dall’1 agosto 2021 - detto Di Blasio - c’è stato il divieto all’ingresso alle navi di 25mila tonnellate lorde, con lunghezza massima di 180 metri e altezza di 35 metri dalla linea di galleggiamento, ad esclusione delle navi a propulsione mista vela-motore. Infine c’è il consumo di combustibile in manovra che non deve essere superiore allo 0,1%. Questo ha comportato un colpo molto forte al settore: il Governo ha scelto l’immediatezza del blocco piuttosto che la transizione».

Le soluzioni

Per far fronte a una simile situazione, la struttura commissariale ha avviato, insieme a Vtp (Venezia terminal passeggeri), un progetto che prevede approdi diffusi in varie aree tra Venezia e Chioggia. Nel 2022, ha spiegato, si sono conclusi i lavori sulle banchine Liguria e Lombardia a Marghera, terminal per il traffico commerciale sui quali possono far scalo anche le unità di crociera ma che ancora hanno una tensostruttura di accoglienza per i passeggeri solo provvisoria.

Oltre a questi terminal, saranno disponibili, per approdi di navi di dimensioni contenute (come quelle per le crociere di lussso) il porto di Chioggia e, sabato e domenica, il terminal di Fusina, che normalmente accoglie traghetti e navi ro-ro (per merci rotabili). Nel 2023, invece, è prevista la consegna dell’approdo temporaneo nel canale Nord di Marghera e l’affidamento definitivo della Stazione passeggeri (sempre sul canale Nord).

Nel 2024 ci sarà l’avvio dei lavori del secondo accosto nel canale Nord e della Stazione, che sarà consegnata, però, solo nel 2026 (anno in cui scade il mandatov commissariale), con piena operatività nel 2027.

Nel contempo, sarà studiata la progettazione di interventi manutentivi dei canali di Malamocco e Vittorio Emanuele nonché del canale Nord, per migliorare l’accessibilità nautica delle aree in questione. Una volta a regime tutte queste opere, le previsioni dell’Autorità portuale stimano che si arrivi, entro il 2027, alla capacità di ospitare un milione di crocieristi, il 90% dei quali in homeport.

Le risorse

Di Blasio ha poi chiarito che le risorse economiche destinate agli interventi, da concludersi entro il 2026, ammontano a 158 milioni di euro e che «i pilastri operativi sono quattro, cioè la realizzazione dei punti temporanei di attracco (ai quali sono destinati 79 milioni), la manutenzione dei canali esistenti (63 milioni), interventi accessori per il miglioramento dell’accessibilità, della sicurezza e della fruibilità degli approdi (16 milioni) e la promozione degli studi».

«È indubbio - ha detto il presidente e ad di Venezia Terminal Passeggeri, Fabrizio Spagna - che il decreto 103/2021 abbia avuto degli evidenti impatti sia economici che operativi sul business di Vtp (la quale gestisce la Stazione marittima e ora anche gli scali diffusi, ndr), che vanno in ogni caso considerati se si vuole parlare del futuro della crocieristica a Venezia».

E, in effetti, Di Blasio ha già annunciato che l’ente commissariale sta studiando un allungamento della concessione a Vtp (in scadenza nel 2026) per consentire all’azienda, in modo da riequilibrare le peridte causate dal decreto 103, di prendere in gestione anche la Stazione passeggeri in fieri del canale Nord.

Il futuro

Il futuro delle crociere a Venezia, peraltro, ha proseguito Spagna,«è indissolubilmente legato alla realizzazione e alla disponibilità delle infrastrutture per gli approdi diffusi a Marghera, Fusina e Chioggia, nonché ad una piena accessibilità nautica dello scalo».

Dal punto di vista del traffico e dei numeri, ha concluso, «non sarà un ritorno al passato. Non si può replicare un modello crocieristico che ha fatto il suo tempo, ma abbiamo l’opportunità di delinearne uno nuovo, improntato sulla sostenibilità e l’integrazione perfetta con il territorio, che sia ancora una volta di esempio per tutto il mondo».

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