ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI dati Istat extra-Ue di ottobre

Crolla l’import da Mosca, si riduce il deficit

di Luca Orlando

(Adobe Stock)

2' di lettura

Il crollo è evidente, un calo del 44% che va quasi ad azzerare anche il deficit mensile, appena 710 milioni, un’inezia rispetto ai 20 miliardi accumulati finora.

Il calo delle nostre importazioni da Mosca è il dato più significativo del nuovo aggiornamento Istat sull’interscambio extra-Ue, con ottobre a rappresentare un punto di svolta importante: ancora a settembre, infatti l’import da Mosca cresceva di oltre il 20%.

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La scelta strategica di ridurre la nostra dipendenza dalla Russia per greggio e soprattutto gas inizia a rendersi visibile nei numeri di Mosca ma più in generale si osserva una parziale frenata globale per l’intero assetto delle importazioni. La crescita è sempre rilevante, +38,3%, ma si confronta con un balzo di 59 punti ad agosto, di 77 a luglio.

Si tratta in effetti del tasso di crescita più basso da luglio 2021.

Novità meno eclatanti invece dal lato delle nostre vendite, che rallentano ma continuano a crescere a doppia cifra: +16,6%.

Così, a ottobre il disavanzo commerciale con i paesi extra Ue si riduce a poco più di due miliardi, meno della metà rispetto al mese precedente.

Il deficit energetico (-9.364 milioni) è decisamente più ampio rispetto a un anno prima (-5.459 milioni) ma l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici, pari a 7.324 milioni, è elevato e sul livello di ottobre 2021 (7.421 milioni).

La crescita dell’export è corale, con poche eccezioni: i progressi più ampi riguardano Turchia (+47,7%), Stati Uniti (+34,2%) e paesi OPEC (+32,0%).

Prosegue la flessione dell'export verso la Russia (-30,9%); in calo anche le vendite verso il Giappone (-11,2%).Gli acquisti da paesi ASEAN (+64,5%), paesi MERCOSUR (+59,4%), Svizzera (+58,0%), Stati Uniti (+56,5%), paesi OPEC (+55,9%) e Cina (+50,3%) registrano incrementi tendenziali molto elevati.

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