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Crolla l’indice di fiducia delle imprese e dei consumatori

Indicatore Istat al minimo storico. Più pessimisti i settori servizi, commercio e costruzioni, flessione meno marcata per la manifattura.

di E.Sg.

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Istat: crolla l’indice di fiducia di imprese e consumatori

Indicatore Istat al minimo storico. Più pessimisti i settori servizi, commercio e costruzioni, flessione meno marcata per la manifattura.


2' di lettura

La crisi da Covid-19 ha fatto precipitare la fiducia nel futuro al minimo storico. Purtroppo l’ennesima conferma del clima negativo che si respira tra le imprese e tra i consumatori arriva dall’Istat, che ha ripreso la pubblicazione degli indicatori periodici dopo la sospensione di aprile.
L’indice composito del clima di fiducia delle imprese è sceso a 51,1, ; non va meglio all’indice del clima di fiducia dei consumatori a quota 94,3).Sono i livelli più bassi da quando sono iniziate le rilevazioni.

Con riferimento alle imprese, «le stime degli indici evidenziano una caduta della fiducia, rispetto a marzo 2020, nel settore deiservizidi mercato(l’indice passa da 75,7 a 38,8), del commercio al dettaglio (da 95,6 a 67,8) e delle costruzioni (da 139,0 a 108,4). Nella manifattura – si legge in una nota dell’istituto nazionale di Statistica – l’indice di fiducia registra una flessione relativamente più contenuta, passando da 87,2 a 71,2, mantenendosi comunque su livelli storicamente bassi».

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Nell’ industria manifatturiera peggiorano, rispetto a marzo 2020, i giudizi sugli ordini mentre le scorte di prodotti finiti sono giudicatein accumulo; le attese di produzione subiscono un'ulteriore diminuzione.

Per le costruzioni, la flessione dell’indice è causata da un forte peggioramento dei giudizi sugli ordini; relativamente più contenuto il calo delle aspettative sull’occupazione presso l’impresa.

Nei servizi di mercato, il calo dell’indice rispetto a marzo 2020 è determinato da giudizi, sia sugli ordini sia sull’andamento generale dell’azienda, in forte peggioramento; si segnala invece un miglioramento delle aspettative sugli ordini, che tuttavia rimangono su livelli storicamente bassi.

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Con riferimento al commercio al dettaglio, crollano i giudizi sulle vendite e le scorte di magazzino sono giudicate in forte accumulo. Si registra un calo contenuto delle aspettative sulle vendite, dopo la caduta subita lo scorso marzo.

Sul fronte consumatori, «il confronto dei dati di maggio con quelli relativi a marzo segnala flessioni per tutte le componenti del clima di fiducia». La diminuzione è marcata per il clima economico e corrente mentre il clima personale e quello futuro registrano diminuzioni contenute: «Il clima economico passa da 94,4 a 71,9, il clima personale cala da 102,4 a 100,9, il clima corrente cade da 104,8 a 95,0 e il clima futuro decresce solo lievemente, passando da 93,3 a 93,1».

«L’emergenza sanitaria in corso – è il commento dell’Istituto – continua a influenzare negativamente il clima di fiducia degli operatori economici: per i consumatori l’indice raggiunge il valore più basso da dicembre 2013. Per le imprese registra il valore minimo dall’inizio della serie storica, a marzo 2005. Per quanto riguarda le imprese, si rilevano livelli bassi di fiducia soprattutto nei servizi di mercato mentre la manifattura evidenzia una maggiore tenuta».

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