Bitcoin, decimo compleanno in caduta libera: le cinque ragioni del crollo

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Crollo bitcoin / Nessuna ragione o, meglio, la speculazione

(EPA)

Così come non c'era alcuna ragione che giustificasse un rialzo così rapido che ha portato il bitcoin nel 2017 da meno di 1.000 dollari fino a un picco a metà dicembre poco sotto i 20mila dollari, non c'è motivo evidente tale da giustificare la caduta fino al livello di 4.000 dollari attuale.

O, meglio, a spiegare il tutto c'è la speculazione, la semplice paura di perdere il treno nella rincorsa a facili guadagni che ha fatto lievitare le quotazioni e la disillusione successiva che ha autoalimentato il ribasso. Spiega Luca Fantacci, docente di storia economica e finanziaria alla Bocconi: «Il prezzo di bitcoin è crollato quest'anno per lo stesso motivo per cui l'anno scorso si è impennato: la speculazione. La maggioranza dei detentori di criptovalute le hanno acquistate soltanto nella prospettiva di rivenderle a un prezzo più alto. Nel momento in cui l'ottimismo ha iniziato a vacillare e si è cominciato a temere una caduta dei prezzi, tutti costoro si sono precipitati a vendere e, così facendo, hanno fatto crollare i prezzi davvero». Il risultato è che la capitalizzazione complessiva delle criptovalute è crollata dal picco di 830 miliardi di dollari a inizio anno ai 130 attuali.

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