Bitcoin, decimo compleanno in caduta libera: le cinque ragioni del crollo

4/6Fintech

Crollo bitcoin / Rischio manipolazione

(AFP)

Nei momenti migliori il valore degli scambi quotidiani sulle criptovalute si avvicinava ai cento miliardi di dollari, oggi si raggiungono a fatica i 20 miliardi. Ma nonostante l'ampliamento delle transazioni nel corso degli ultimi anni il mercato di bitcoin e delle sue sorelle rimane molto concentrato: secondo le ultime stime a oggi più dell'80% degli asset in bitcoin è detenuto da meno dell'un per cento degli investitori.

È evidente che una realtà del genere lascia ampio spazio a una scarsa elasticità del mercato con il rischio di una manipolazione più o meno voluta: se i grandi player acquistano o vendono sono in grado da soli di dettare la tendenza delle quotazioni. I sospetti che i corsi fossero in qualche modo manipolati è emerso già nel corso del 2017, quando il grande balzo di fine anno potrebbe essere stato dettato da un team di investitori. I sospetti si sono concentrati su Tether, criptovaluta legata alla parità con il dollaro, le cui emissioni, che avrebbero dovuto essere garantite da una pari quantità di dollari, hanno coinciso con evidenti sbalzi delle quotazioni tanto da indurre a ipotizzare che i Tether fossero utilizzati per dettare il trend di mercato. Tanto più che anche gli exchange, le piattaforme di scambio per cripto, non sono regolamentate e non hanno alcun obbligo con l'effetto che nei momenti di maggior tensione spesso risultava difficile operare in acquisto o in vendita.

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