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Crollo dell’indice Ftse Mib: i livelli da monitorare

Il primo effetto del crollo è stato il ritorno sotto il livello di 24.300 punti che era stato superato il 6 febbraio

di Andrea Gennai


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2' di lettura

Un avvio di settimana con un gap da 800 punti. Quanto accaduto sull’indice Ftse Mib in questo lunedì è un evento abbastanza insolito, almeno in queste proporzioni. Le contrattazioni sono iniziate lasciando un buco di 800 punti rispetto alla chiusura di venerdì scorso. Ci siamo fermati venerdì a 24.700 punti e gli scambi sono ripresi poco sotto i 24 mila.

Le implicazioni tecniche

La particolarità dell’escalation dei contagi da Coronavirus in Italia è stata che tutte le notizie negative si sono in pratica concentrate nel week end e il mercato non ha avuto modo di digerire progressivamente gli eventi. Salvo esplodere al ribasso alla ripresa delle contrattazioni.

Un’esplosione di volatilità e una forte pressione di vendita che nella prima parte della giornata è stata costante. Non ci sono stati rimbalzi significativi e questo tiene l’indice sotto pressione. Le quotazioni sono scivolate in area 23.500 punti e qua stanno cercando di costruire una base: il livello non è casuale e corrisponde alle quotazioni di fine 2019.

Il primo effetto del crollo è stato il ritorno sotto il livello di 24.300 punti, che era stato superato il 6 di febbraio riportando PIazza Affari al top da 11 anni. Un livello strategico che aveva sempre imbrigliato le quotazioni dopo la crisi. Ora questo segnale è stato annullato: servirà un ritorno sopra 24.300 per provare a vanificare il gap ribassista e dare un nuovo impulso rialzista all’indice.

I livelli chiave

In questo primo scorcio del 2020 Piazza Affari è stata molto brillante. È arrivata a guadagnare oltre l’8% e col il ribasso di oggi il rialzo si azzera. Nonostante questo violento movimento, il quadro grafico resta ancora impostato al rialzo con una struttura tecnica di massimi e minimi crescenti. Il primo minimo importante passa in area 23.200 punti e corrisponde alle vendite di fine gennaio quando il mercato è stato impattato la prima volta dai timori del Coronavirus.

Intorno al 23.200 si potrebbe giocare una partita chiave ed è probabile che in prossimità di quel livello, se la discesa dovesse proseguire, potrebbero scattare delle ricoperture. L’abbandono di questo livello potrebbe alimentare una nuova pressione al ribasso: molto dipenderà ovviamente anche dal contesto internazionale e da come si muoveranno gli altri listini.

Fino a quanto regge il trend rialzista di fondo? Uno spartiacque tecnico importante è l’area dei 22mila punti. Nel recente passato ha sempre rappresentato un punto di svolta per i rialzi e per i ribassi.

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