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Crollo ponte, Bucci: demolizione inizierà dal 15 dicembre, nuovo viadotto entro metà 2020

di Al.Tr.

Ricostruzione del Morandi e condoni post sisma nel Dl Genova delle polemiche

2' di lettura

La demolizione del Ponte Morandi comincerà il 15 dicembre. Lo ha annunciato il sindaco di Genova e commissario alla ricostruzione Marco Bucci a Sky Tg24. «Il mio piano prevede che dal 15 dicembre potranno partire i lavori di demolizione. Noi abbiamo un progetto che prevede la partenza delle lettere d'invito, l’elaborazione dei dati e la scelta del progetto entro la fine di novembre». Per la demolizione e ricostruzione Bucci ha confermato che la migliore delle ipotesi prevede un tempo di 12 mesi. «Quindi un nuovo ponte per
la città entro la prima metà del 2020
», ha detto, sottolineando che «questi sono i progetti che ho visto io, al massimo 15 mesi, non di più».

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«I lavori - ha continuato il sindaco - partiranno non appena il ponte sarà dissequestrato. Appena avremo scelto il progetto lo manderemo immediatamente al procuratore e al gip per includere le loro osservazioni nel progetto e partire. Siamo d’accordo con il procuratore che lavoreremo in questo modo».

Demolizione a dicembre senza ostacoli
«Non importa se sarà il 13 o il 15 dicembre, quello che posso dire è che farò carte 48 per iniziare la demolizione di ponte Morandi entro Natale. Lo dobbiamo ai genovesi. Io so che è possibile se nessuno ci mette bastoni tra le ruote». Lo ha detto il sindaco e commissario per la ricostruzione Bucci, incontrando i
giornalisti a Palazzo Turis, sede del Comune di Genova.

Nuovo viadotto entro metà del 2019
Per quanto riguarda le modalità operative del progetto per il nuovo viadotto, prima di partire con la demolizione bisognerà procedere con il dissequestro dei monconi da parte della Procura. «Possiamo pensare di far dissequestrare prima la parte ovest e iniziare a demolirla - ha detto Bucci - e poi procedere con la parte est, quella sopra le case». Il sindaco-commissario è convinto, in base ai progetti ricevuti, che almeno per la porzione ovest del viadotto ancora in piedi si possa evitare l’uso di esplosivo. «La modalità non prevede cariche, mentre per la parte su via Porro le cose sono più complicate». Poi ha aggiunto: «Decideranno i tecnici, ma penso che si possa procedere tra demolizione e ricostruzione in parallelo, iniziando a ricostruire la parte ovest mentre si demolisce quella est».

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