rixi: il ponte lo costruira lo stato

Crollo ponte Genova, inaugurata la «via della Superba». Giorgetti: il commissario sarà un manager

di Al.Tr.


Crollo Morandi: ecco nodi e contenuti del decreto Genova

4' di lettura

«Il ponte lo ricostruirà lo Stato attraverso un’associazione temporanea di imprese e si assumerà la responsabilità delle scelte su chi andrà a lavorare sul viadotto». Lo ha detto il viceministro per le Infrastrutture, Edoardo Rixi, a margine dell'inaugurazione a Genova della strada «La Superba», la nuova viabilità nel ponente cittadino dentro le aree Ilva dedicata ai tir, che si è resa necessaria dopo il crollo di ponte Morandi dello scorso 14 agosto.

«Questa strada è importante per due funzioni: la prima è che separa il flusso merci dal traffico urbano: con il crollo del ponte insistevano sulla stessa arteria. Il secondo motivo è che, in caso di congestione, questa nuova strada permette di avere un polmone per gestire l'afflusso dei camion in maniera separata dalla viabilità ordinaria». A spiegare l'importanza della nuova viabilità a Genova il
presidente dell'Autorità portuale di sistema Paolo Emilio Signorini, che ha partecipato all'inaugurazione della «via della Superba».

«Grazie a questa arteria quindi avremo un luogo dove, in caso di difficoltà, si possono far affluire i camion in maniera ordinata e separata dall'utenza urbana». Una necessità, anche perché con il crollo del ponte le difficoltà per raggiungere lo scalo sono molte. «Un indicatore è che a agosto non sono cresciute le tasse portuali - ha spiegato Signorini - diversamente da quanto accaduto negli ultimi 7 mesi. Come traffici, invece, non abbiamo ancora evidenze di dirottamenti su altri scali - ha concluso - ma lo capiremo meglio a ottobre».

Rixi ha spiegato che il nome del commissario per la ricostruzione - non indicato nel decreto per Genova approvato dal governo “salvo intese” - arriverà la prossima settimana e che il governatore della Liguria Toti «resterà commissario all’emergenza». E in serata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, dichiara che il commissario per la ricostruzione «sarà un tecnico, non un politico, possibilmente una figura manageriale». «Penso che questo nominativo, che non scelgo io, debba essere un po’ concertato con il sindaco della città e il presidente della Regione», ha aggiunto Giorgetti, confermando che «sarà nominato appena sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto, credo entro la fine della settimana».

Intanto Autostrade - che ha fatto partire la seconda tranche di contributi per gli sfollati - avrebbe pronti due progetti, uno più lungo e uno più rapido, di demolizione e ricostruzione del viadotto Polcevera. I piani saranno consegnati il 20 settembre in Regione al commissario per l’emergenza e governatore Toti.

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Rixi: con decreto ripartizione ruolo equilibrata
«Credo che ieri con il decreto Genova- ha aggiunto Rixi parlando del vertice a Palazzo Chigi - la pace sia stata fatta con un accordo complessivo, una ripartizione dei ruoli, a mio parere equilibrata, che va a individuare nel commissario governativo colui che demolirà e costruirà il nuovo ponte e che terrà sostanzialmente tutto il rapporto col concessionario, con Aspi, togliendo questo problema agli enti locali». «Toti resterà commissario all'emergenza con la possibilità di intervenire sulle opere accessorie. Non ci saranno rallentamenti - ha concluso Rixi - semplicemente si vanno ad individuare due figure che collaborano». Piena disponibilità è arrivata dal governatore Toti, che - parlando della nomina del commissario per la ricostruzione- ha assicurato: «Siamo pronti a collaborare con tutti, buoni e cattivi, diavoli e santi, perché si faccia il ponte senza perdere tempo».

Rixi: non ho le caratteristiche per fare il commissario
«Non credo di avere le caratteristiche giuste per un ruolo di questo tipo», ha detto poi il sottosegretario a proposito del commissario, il cui nome «arriverà la prossima settimana». «Il commissario sarà una persona capace di prendere le decisioni più difficili - ha spiegato Rixi - ovvero chi costruisce il ponte e come proseguire il rapporto con Aspi, facendo in tempi rapidi, con le demolizioni da fare subito».

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Il sottosegretario: niente lavori se l’area non è cantierabile
Parlando poi della tempistica necessaria per far partire la demolizione dei resti del ponte Morandi, Rixi ha spiegato: «Non possiamo chiedere alla procura di fare quel che dice la politica o l'ente pubblico, ma è chiaro che finché l'area non sarà cantierabile i lavori non potranno iniziare». «Per questo oggi identificare un commissario che si occupi solo di quell'area - ha continuato - non vuol dire ritardare il lavoro perché banalmente avremo più di un mese nel quale il commissario potrà prendere visione anche dei progetti depositati da Aspi, senza dover iniziare subito i cantieri. I tempi tecnici ci sono per non perdere minuti preziosi». La preoccupazione del viceministro era di «non andare a rallentare in questa fase le opere accessorie». «La composizione di ieri - ha aggiunto - ha consentito il massimo del risultato: avere un decreto che dà risorse a Genova, condividendone il percorso con le amministrazioni locali e dando a ognuno compiti precisi senza sovrapporli».

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Da Autostrade seconda tranche contributi per gli sfollati
Intanto, da parte di Autostrade arriva la seconda tranche di contributi per chi ha dovuto lasciare l'abitazione a causa del crollo del ponte Morandi. Lo fa sapere la società in una nota, nella quale spiega che a partire dal 20 settembre «presso i due punti di ascolto, allestiti da Autostrade per l'Italia in collaborazione con il comune di Genova e la regione Liguria all'interno del Centro civico Buranello e della scuola Caffaro, la società raccoglierà ulteriori richieste di contributo economico per esigenze aggiuntive ed immediate dei cittadini della Zona rossa». A differenza di quanto avvenuto per i primi interventi, la nota sottolinea che i contributi di Autostrade saranno definiti caso per caso sulla base delle specifiche esigenze. Come per la prima tranche, precisa Autostrade, i contributi saranno versati a fondo perduto e «in modo del tutto indipendente da eventuali indennizzi o risarcimenti futuri».

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