Il processo

Crollo del ponte Morandi, Aspi chiede il patteggiamento

Oltre ad Aspi anche Spea, la società che si occupava delle manutenzioni e ispezioni per Aspi, ha chiesto di patteggiare

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2' di lettura

Autostrade per l’Italia (Aspi) chiede il patteggiamento nel processo per il crollo del Ponte Morandi. «Con riferimento al procedimento penale relativo al crollo di una sezione del Viadotto Polcevera, la società, coinvolta ai sensi del D.lgs.231, ha presentato la richiesta di accesso al rito alternativo del patteggiamento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, ottenendo il consenso da parte dei Pubblici Ministeri», si legge in una nota.

«Resta in Autostrade per l'Italia - prosegue la nota - la piena consapevolezza che non si potrà mai dimenticare la tragedia del 14 agosto 2018 con il suo carico non commensurabile di dolore e sofferenze che ha profondamente segnato anche la società e tutti i suoi dipendenti».

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A disposizione della procura 27 milioni

Sono quasi 27 i milioni che Aspi ha messo a disposizione della procura per il patteggiamento. La cifra corrisponde al valore del progetto di retrofitting, quello di rifacimento delle pile 9 e 10 del ponte, e sono stati messi a disposizione ai fini della confisca. La società pagherà inoltre la sanzione massima di un milione di euro.

«E’ un risultato importante. Speriamo che questa tragedia serva da lezione affinché queste cose non succedano più». Così il procuratore di Genova Francesco Pinto che, insieme ai colleghi Massimo Terrile e Walter Cotugno, ha dato il parere favorevole alla richiesta di patteggiamento di Autostrade per l’Italia e Spea per il crollo del ponte Morandi.

Anche Spea patteggia

Anche Spea, la società che si occupava delle manutenzioni e ispezioni per conto di Aspi, ha chiesto di patteggiare. Spea è indagata per responsabilità amministrativa dell’ente. Spea pagherà una pena pecuniaria di 810 mila euro.

Nuovo modello per la valutazione dei rischi

Con la richiesta di patteggiamento, Autostrade per l’Italia ha anche «eliminato le carenze organizzative all’origine degli illeciti commessi adottando e attuando un nuovo modello di organizzazione, gestione e controllo che appare idoneo a prevenire la commissione di reati analoghi». È quanto si legge nel documento della procura di Genova che ha dato il consenso alla richiesta di Aspi.

La società ha modificato «il documento di valutazione dei rischi di cui ha colmato le precedenti lacune in materia di valutazione ed eliminazione dei rischi legati alla solidità e stabilità del luogo di lavoro».

Comitato vittime: è conferma dell’impianto accusatorio

«Approviamo che la procura abbia dato parere positivo. Entrano dei fondi allo Stato come compensazione dei lavori non fatti. Inoltre questo secondo noi è un punto fermo che impianto accusatorio della procura è stabile». Così ha commentato la notizia Egle Possetti, portavoce del Comitato in Ricordo delle vittime del Ponte Morandi di Genova.

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